La Nuova Ferrara

«Nessuna autocelebrazione, a questo evento non serve»

«Nessuna autocelebrazione, a questo evento non serve»

Il vicesindaco Maisto presente dal 2007: ci saranno sorprese come ogni anno e speriamo di avere qualche nuovo spazio

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Il pubblico del Festival di Internazionale è l’elemento più apprezzato, sia dai vertici del Festival stesso che da organizzatori ed amministrazione comunale. Massimo Maisto, assessore alla cultura nonché vicesindaco, presente fin dalla prima edizione del 2007 e che aveva lavorato all’ideazione da esterno prima di diventare assessore, spiega che «rimane la cosa più straordinaria del Festival: giovani, informati, curiosi, appassionati e molto pazienti. Credo che vedere il pubblico di Internazionale renda giustizia a chi dice che i giovani di oggi sono disinteressati e apatici. Chi viene al Festival si rende conto non solo di partecipare ad un bell’evento, ma anche di avere un’occasione formativa rara».

Avete previsto qualche iniziativa particolare per il decennale? «No, perché non amiamo le autocelebrazioni e perché il Festival è sempre talmente ricco di appuntamenti che non serve aggiungerne».

Ci saranno ulteriori spazi per dibattiti e rassegne? «Ci stiamo ancora lavorando. Ogni anno c’è qualche sorpresa. Lo scorso anno il Teatro Nuovo, vedremo…».

Punti di forza dell’evento? «Sembra banale dirlo, ma oltre al pubblico sono la rivista e la città. Il settimanale garantisce qualità, rigore, e cura maniacale del dettaglio. La città è bella, accogliente ed a misura di pedone. Le associazioni Arci e IF hanno dimostrato una professionalità ed una capacità organizzativa enormi. Da grande città. Poi personalmente trovo che la vera forza non siano i nomi noti e famosi. Ma le situazioni ed i Paesi dei quali non si parla mai». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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