La Nuova Ferrara

Il teatro veicolo d’amore L’Arginone al Comunale

Giovedì 28 aprile c’è il nuovo spettacolo organizzato dal Nucleo con i detenuti del carcere ferrarese. Marighelli: questa attività fondamentale per il recupero

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«Il teatro è un veicolo d'amore, un modo per fare dialogare due culture diverse in conflitto ma che attraverso lo spazio scenico possono parlarsi». Horacio Czertock del teatro Nucleo, vera e propria bandiera in materia di teatro e carcere, ha presentato ieri nelle sale del Ridotto del Teatro Comunale, “Ma che libero nacqui al carcer danno”, lavoro drammaturgico sulla “Gerusalemme liberata” di Tasso, realizzato con i detenuti dell'Arginone e che andrà in scena proprio al Teatro Comunale Abbado il prossimo 28 aprile alle 21.

Alla conferenza, oltre al “padrone di casa” Marino Pedroni, erano presenti anche gli assessori Massimo Maisto, Chiara Sapigni, il direttore del conservatorio Paolo Biagini e l'insegnante Gianfranco Placci, la presidente dell'Asp Angela Alvisi e Marcello Marighelli, garante dei diritti dei detenuti.

Proprio quest'ultimo ha dichiarato che «da uno studio è emerso che i detenuti che all'interno della struttura penitenziaria svolgono attività teatrale hanno, una volta in libertà, una percentuale bassissima di recidività».

Sì perché il teatro fa bene per tanti motivi e in questi undici anni di laboratorio nella casa circondariale di Ferrara, lo si è detto e dimostrato tante volte. Ma per il detenuto-attore è anche importante incontrarsi con il mondo esterno, confrontarsi con esso e portare sul palcoscenico un lavoro fatto di prove, studio e impegno. Il detenuto-attore si rimette in gioco, porta a compimento un percorso e se è vero che il carcere a questo dovrebbe servire, a portare a termine dei percorsi, allora è altrettanto vero che l'attività teatrale è una strada che anche in questo senso va perseguita.

Il conservatorio “G. Frescobaldi” per la prima volta accanto a questo tipo di laboratorio vorrebbe dare vita a una collaborazione più attiva e continuativa, l'Asp rinnova il suo coinvolgimento e il Comune, da parte sua, rinnova la sua sensibilità. Il Teatro Comunale “salotto bene” come è stato definito da Czertock, apre le porte e dà la possibilità per la quarta volta ai detenuti di calcare un palco prestigioso, punto di incontro con la realtà che li circonda ma che, allo stesso tempo, li fa sentire troppo spesso estranei.

Ad anticipare lo spettacolo, mercoledì 27 alle 17, ci saranno anche una serie di incontri in cui verranno presentati, tra le varie cose, la rappresentazione e la rivista “Quaderni del teatro carcere”. Infine, Czertock ha aggiunto: «Il lavoro nel carcere è sostenuto anche dal programma Erasmus, attraverso un progetto specifico sull'educazione in carcere del quale il teatro Nucleo è capofila». Per info e dettagli: biglietteria.teatro@comune.fe.it; www.teatrocomunaleferrara.it; 0532.202675.

Samuele Govoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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