Quel colombo che si gode la bellezza dei dipinti del ’500
Nuovo racconto esclusivo per la nostra rubrica Letterarti. Si intitola “Il colombo” ed è stato scritto da Margherita Malfaccini, che è pure collaboratrice storica della Nuova Ferrara. L’unica...
Nuovo racconto esclusivo per la nostra rubrica Letterarti. Si intitola “Il colombo” ed è stato scritto da Margherita Malfaccini, che è pure collaboratrice storica della Nuova Ferrara.
L’unica presenza di vita era quel colombo che sostava sul davanzale della finestra; per il resto, dalla vecchia casa, la mia vecchia casa dove avevo vissuto gli anni dell’infanzia e della giovinezza, era chiusa, muta e silenziosa; abbandonata a se stessa e ai miei ricordi.
Ed invece stranamente, quel colombo bianco, tranquillo perché probabilmente si sentiva al sicuro, se ne stava lì, a guardarsi intorno, uscito dall’unica finestra, proprio quella della mia camera da letto rimasta incredibilmente aperta sulla strada.
Perché quell’apertura sul mondo, perché solo una finestra era stata trascurata al momento della chiusura definitiva di un luogo che per me aveva lontani ma profondissimi significati? Una dimenticanza da parte di chi ebbe il compito di spegnere per sempre le voci, gli odori, le storie di quanti vi abitarono con tutti i loro dolori e le poche gioie che riserva la vita. Molto strano ed assurdo pensare che chiunque abbia proceduto alla chiusura della casa, dopo le molteplici vicende legali che ne accompagnarono la fine, trascurasse solo una finestra. Molto più probabile, forse, che qualcosa nel chiavistello abbia ceduto e quindi con il tempo una forte folata di vento l’abbia poi spalancata consentendo a quel colombo di trasformare la grande e vecchia casa nel suo nido. Perché un grosso colombo poteva liberamente girare per quelle stanze, ammirare ancora quei soffitti dipinti da qualche bravo artista del ’500, scorrazzare lungo le scale, inoltrarsi nelle canne dei camini e io no? Cosa ne può sapere lui di quell’edificio “costruito da Leonardo Novello Benemerito alla Corte di... non ricordo più... ed adatto alla modesta vita cittadina” (come riportava una citazione dipinta sul muro), dove invece io ho lasciato il cuore insieme al ricordo delle persone più care che non ci sono più.
Margherita Malfaccini
1, continua
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