Il tocco magico di Koroliov torna a interpretare Bach
Il pianista russo si misurerà ancora una volta con il grande compositore Appuntamento particolarmente atteso nella stagione del Comunale
Torna nella stagione concertistica di Ferrara Musica, Evgeni Koroliov che sarà in concerto al Teatro Abbado domani alle 20.30. Il pianista russo si misurerà ancora una volta con Johann Sebastian Bach, un autore al quale è da sempre è strettamente legato, e di cui è considerato uno dei migliori interpreti del panorama internazionale. Nella sua carriera Koroliov ha eseguito più volte - e registrato in disco - tutti i cicli delle grandi opere bachiane per tastiera. Tale è l’unione che si è stabilita negli anni tra interprete e compositore, che Gyorgy Ligeti ha affermato: “Se potessi portare una sola opera sull’isola deserta, sceglierei senz’altro il Bach di Koroliov, perché vorrei ascoltarlo, assetato e affamato, fino all’ultimo respiro”.Nella prima parte del programma verrà eseguita la Suite francese n. 5 in sol maggiore BWV 816, una composizione che, scritta tra il 1722 e il 1723, risente di uno stile indubitabilmente italiano, come ad esempio nella dinamica Sarabanda. Seguirà la Partita n. 6 in mi minore BWV 830, l’ultima delle composizioni – le Partite, appunto - che rappresentano il vertice della scrittura cembalistica bachiana; pubblicata nel 1730, ma composta qualche anno prima, si caratterizza per la presenza di elementi tematici particolarmente suggestivi. Nella seconda parte Koroliov eseguirà la Fantasia cromatica e Fuga BWV 903, che risale al 1720 circa e che ebbe grande successo in epoca romantica: è un pezzo spettacolare, irto di difficoltà interpretative e tecniche, e con un particolare carattere “patetico” e drammatico. Il concerto prosegue con la Suite inglese n. 2 in la minore BWV 807, che fa parte di un gruppo di sei Suite composte da Bach durante il suo soggiorno a Cöthen tra il 1717 e il 1723. La qualifica di Inglesi non è dovuta a Bach bensì al suo biografo Johann Nikolaus Forkel che, nella sua monografia bachiana del 1802, scrisse che queste opere erano state commissionate al compositore da un ricco personaggio britannico. La Suite n. 2 (composta tra il 1720 e il 1722) propone una stilizzazione delle danze di chiaro piglio italiano nell’immediatezza delle forme musicali. Chiuderà la serata l'esecuzione del Concerto in stile italiano in fa maggiore BWV 971. Per ulteriori informazioni consultare il sito www.ferraramusica.it o contattare la biglietteria di Ferrara Musica.
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