Acting out, ecco i ruoli che cambiano
Nel docu-film i diversamente abili diventano infermieri e gli attori fanno i malati
È un esperimento intraprendente e decisamente originale quello di Carlotta Breda e Nicola Passarotto: Acting Out. Un film inversamente divertente. Il docu-film è stato realizzato in collaborazione con l'Università di Ferrara, che ha sostenuto il progetto e ha contribuito con la partecipazione anche di alcuni attori-studenti, i quali hanno recitato a fianco di alcuni «diversamente attori» come li definisce il regista. Il lavoro presenta un efficace scambio di ruoli: gli studenti hanno interpretato la parte degli “ammalati” e i ragazzi diversamente abili quella degli infermieri.
«All'inizio non sapevamo esattamente cosa sarebbe venuto fuori - ha raccontato Carlotta - ma col passare del tempo abbiamo capito quanto avrebbe potuto insegnarci un'esperienza del genere». All'anteprima presentata ieri mattina alla Porta degli Angeli, il pubblico era numeroso a conferma di come il progetto abbia toccato diverse realtà ferraresi in maniera profonda, diventando un sorprendente viaggio nell'integrazione: l'inversione dei ruoli ha rivelato infatti una delicatezza unica negli “infermieri per finta”, che sapevano anticipare i bisogni dei loro assistiti ancor prima che questi li esplicitassero. I ragazzi, da parte loro, hanno riscontrato un certo imbarazzo nella necessità, del tutto nuova, di avere bisogno di aiuto per ogni gesto, e sono arrivati così a comprendere cosa significhi veramente la dipendenza da qualcuno.
Acting out, che ha visto la luce dopo una fase di montaggio piuttosto impegnativa, è stato girato nei mesi invernali e verrà presentato alla presenza di autorità e istituzioni a fine maggio. Acting out significa “espressione dei sentimenti, desideri e impulsi attraverso le azioni anziché il linguaggio”, e certamente questa breve pellicola rende onore al suo titolo: tutti gli attori hanno provato sulla propria pelle sensazioni sconosciute, e hanno tentato di comunicarle attraverso la recitazione. «Un po' mi sono emozionata davanti alle telecamere - ha raccontato ad esempio Sara Zanca, attrice del docu-film - ma è stato bellissimo».
Irene Lodi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
