Nel giorno del patrono arriva l’incanto di Sofya Gulyak
Nel giorno del patrono la basilica di San Giorgio fuori le mura ha accolto un bellissimo recital di Sofya Gulyak, pianista russa che quando è in Italia risiede a Bologna. Il concerto era organizzato...
Nel giorno del patrono la basilica di San Giorgio fuori le mura ha accolto un bellissimo recital di Sofya Gulyak, pianista russa che quando è in Italia risiede a Bologna. Il concerto era organizzato dall'Associazione Alessio di Pieve di Cento.
Padre Antonio Bellantone, parroco di San Giorgio, e Annamaria Cevolani, presidente dell'associazione pievese, nel saluto al folto pubblico hanno messo in evidenza come la serata dedicata alla beneficenza rinsaldasse il legame che c'è fra l'amore per il prossimo e la bellezza qui rappresentata dalla musica. Poi è entrata la Gulyak e si è capito, dagli applausi, che fra i presenti c'erano numerosi estimatori della pianista russa. Il programma era suggestivo con la Ciaccona di Bach-Busoni, le trascrizioni lisztiane del coro del Tannhäuser e la Morte di Isotta di Richard Wagner, l'Andante spianato e grande polacca brillante Op.22 di Fryderyk Chopin, il Preludio, fuga e variazioni di Cesar Franck, le Variazioni su una ciaccona di Alfredo Casella e La Valse di Maurice Ravel.
L'approccio della pianista alla Ciaccona di Bach-Busoni è stato personalissimo: non vigoroso e d'imperio come si sente sempre, ma riflessivo e sognante, quasi delicato. Non che le sonorità evocate fossero leggere, anzi tutt'altro, ma era proprio qui il bello dell'interpretazione: un suono deciso, presente, ma etereo come fosse mutuato da un sogno; la diteggiatura del brano, veloce quando richiesto, pulita, sicura di sé, ha mostrato una pianista dalle eccelse qualità musicali. Anche gli altri brani hanno avuto un percorso dove l'impronta personale della Gulyak si è fatta notare. Poi ha capovolto il concetto nel brano di Ravel: La Valse, viene suonato spesso con carica ironica e rubato tendente a valorizzare le dissonanze e a privilegiare le trasparenze; ma la pianista russa ha esposto una sonata magmatica, vigorosa, l'opposto dell'approccio mostrato con la prima Ciaccona. Calorosa l'accoglienza del pubblico, che ha strappato due bis.
Athos Tromboni
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