La Nuova Ferrara

LA DOMENICA

C’è bisogno di un sindacato credibile

LUCA TRAINI
C’è bisogno di un sindacato credibile

L’editoriale del direttore in occasione del Primo Maggio

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FERRARA. È un bene che non ci siano comizi della Cisl, oggi, da queste parti. Sulla ruota dell’unità sindacale e delle feste del primo maggio condivise sono stati estratti soltanto oratori della Cgil e un dirigente della Uil. A Cento, ad Ostellato, a Poggio Renatico; da Copparo a Masi Torello, a Lagosanto; a Portomaggiore e ad Argenta come a Bondeno la Cisl è sui manifesti, ci saranno le sue bandiere e decine di delegati tra il pubblico, ma nessuno al microfono. Tanto meno nel pomeriggio di Ferrara, in piazza Municipale, che sarà di festa e basta, senza discorsi, solo musica. Il programma è definito da tempo e non è stato modificato.

La Cisl non parla casualmente, ma è meglio così, nel giorno della dignità, di una storia antica e nobile, di Portella della Ginestra. Come avremmo potuto ascoltare la predica sull’orgoglio del lavoro, la tutela dei diritti, le sfide da raccogliere e rilanciare, senza che ci suonasse vuota? Non oggi. Avrebbe dovuto parlare prima, la Cisl ferrarese. Spiegare, fare chiarezza e magari pulizia. Prima: ieri o venerdì, i giorni del silenzio strategico, sperando che la bufera passasse. Giovedì, quando ha pescato le giustificazioni dei peggiori politicanti: un “così fan tutti”.

Un “così fan tutti” buono solo a far scattare le altre organizzazioni e l'immancabile “era una comunicazione privata, non sarebbe dovuta uscire, qualcuno ne risponderà alla giustizia”.

La vicenda è nota, raccontata. Semplice semplice per come emerge da una mail interna fin troppo eloquente: la segretaria dei metalmeccanici Cisl segnalava alla Vm di Cento interinali da assumere, che ripagavano la raccomandazione prendendo con la tessera del sindacato. Gente che meritava di essere aiutata perché passata nel tritacarne di vertenze durissime, ha provato a dire a caldo la Cisl, senza però spiegare perché accanto a nomi e cognomi c’erano note come “nipote di X della Cisl di Rovigo”, “amica del delegato Y” o “mia conoscenza”.

Una brutta storia.

Pessima nell’invito rivolto dall’alto ai quadri intermedi ad organizzarsi per andare a raccogliere le iscrizione dei neoassunti segnalati e favoriti, “altrimenti non ha alcun senso che noi ci spendiamo per delle persone che poi non vengono con noi. A questi dovete proprio rompere i coglioni”.

Ho scritto “raccogliere”, vorrei dire “riscuotere”; e non vado oltre solo per il rispetto che ho per il movimento sindacale nel suo complesso.

Una pagina infame, che può essere chiusa solo con un atto di trasparenza.

C’è bisogno di un segnale forte da parte della Cisl, perché abbiamo bisogno, tutti, di un sindacato credibile, non di un’agenzia di lavoro. E di sindacalisti che siano esempio.

Buon 1° maggio.

@l_traini

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