La Nuova Ferrara

il racconto di margherita malfaccini - seconda puntata

La casa della mia famiglia con i ricordi intimi dell’adolescenza

La casa della mia famiglia con i ricordi intimi dell’adolescenza

Prosegue il racconto esclusivo per la nostra rubrica Letterarti. Si intitola “Il colombo” ed è stato realizzato per La Nuova Ferrara da Margherita Malfaccini. Ma lui è ancora lì, padrone di tutto,...

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Prosegue il racconto esclusivo per la nostra rubrica Letterarti. Si intitola “Il colombo” ed è stato realizzato per La Nuova Ferrara da Margherita Malfaccini.

Ma lui è ancora lì, padrone di tutto, indifferente al significato che invece ha avuto la sala da pranzo, la grande cucina, la soffitta che dava sui tetti, persino la cantina dove c’era un pozzo e si vedeva scorrere un’acqua azzurra, limpida, freschissima che proveniva chissà da dove e che mi affascinava ma dalla quale mia madre mi teneva tanto lontano. A me tutto parlava del passato e mi inumidiva gli occhi con un nodo alla gola.

Nella cucina ascoltai per la prima volta la radio di cui avevo molta paura; mio padre l’aveva collocata lì perché era il luogo dove stavamo di più. Sentire una voce, una musica uscire da una scatola di legno mi spaventava, come l’acqua che usciva dal vecchio rubinetto che ogni tanto si rompeva e non si riusciva a fermare. Bastava poi una guarnizione nuova e tutto rientrava nella normalità, ma io bambina di pochi anni ogni volta mi preoccupavo e pensavo che non ci fosse più rimedio e che la casa si potesse allargare.

Dalla finestra che dava sul cortile interno si poteva comunicare con i vicini: alcune donne che erano diventate amiche di mia madre ed i loro figli, tutti maschi, con i quali io potevo qualche volta anche giocare. In cucina scendeva molto spesso l’inquilina del piano di sopra, si sedeva accanto alla stufa, sia d’estate che d’inverno e chiacchierava con mia madre e quando, poi, sono cresciuta anch’io c’erano le mie amiche che venivano a trovarmi, ma preferivo portarle nella mia stanza per parlare dei nostri segreti, più intima e lontana da orecchie indiscrete e quindi più adatta alle confidenze.

Era molto spaziosa e fredda d’inverno, tanto che il mio letto era stato addossato alla parete, dove c’era la canna fumaria di un camino che quindi dava calore; fresca invece d’estate, perché le sue pareti spesse la proteggevano dalla calura.

Margherita Malfaccini

2, continua

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