La Nuova Ferrara

«Un festival nato dalla e per la città di Ferrara»

«Un festival nato dalla e per la città di Ferrara»

Dibattiti, covegni e conferenze sull’ebraismo. Il vicesindaco Maisto: grande è la soddisfazione

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Qual è la genesi della Festa del Libro Ebraico, che da sei anni anima la città, proponendo dibattiti, convegni, passeggiate nel quartiere ebraico, presentazioni di libri e spettacoli a tema?

«La Festa del Libro Ebraico nasce dallo stesso Meis, in particolare dall’ex presidente Riccardo Calimani - spiega l’assessore alla cultura e vicesindaco, nonché membro dell’attuale CdA del Meis, Massimo Maisto- da subito come amministrazione e assessorato alla cultura e al turismo l’abbiamo appoggiata, perché ben si presta ad una città d’arte e di cultura come Ferrara».

Fin dalla sua nascita, la funzione della Festa del Libro Ebraico è stata duplice: «comunicativa e culturale. Da un lato, la Festa ha consentito che il Meis facesse parlare di sé, non essendo ancora un grande cantiere. Per un altro aspetto, più prettamente culturale, il Meis, pur essendo un Museo, ha nel suo statuto la funzione di ricerca e dibattito culturale. Questa Festa ci fa capire quello che sarà il lavoro del Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah, cioè un lavoro di ricerca, di divulgazione e di organizzare dibattiti scientifici. Si lavora sempre su questi due binari, valorizzando sia l'aspetto divulgativo che scientifico». La particolarità di questo Festival, secondo il vicesindaco, è che «non è legato come altri Festival a qualcosa di esterno, ma è ancorato alla presenza del Meis a Ferrara».

La Festa del Libro Ebraico e il Museo dell'Ebraismo e della Shoah sono intimamente legati, al punto che «senza il Meis, la Festa non avrebbe questo significato», spiega Massimo Maisto.

Oltre a questo, la settima edizione della Festa del Libro Ebraico di settembre, sarà quella che permetterà alla Festa stessa di compiere un salto di livello qualitativo, dovuto al fatto che «il Festival è il lancio del Meis, che entra a pieno titolo nel circuito dei musei sull’ebraismo europei». La soddisfazione del vicesindaco per la manifestazione è tanta, perché, oltre ad essere stata, in questi anni, veicolo di comunicazione per il Meis stesso, ha reso noto ai cittadini che c'era la presenza del Museo, anche grazie alle Notti Bianche ebraiche. «Quando si scende nel concreto, ci si rende conto del reale©RIPRODUZIONE RISERVATA

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