La Nuova Ferrara

Con la Carmen chiude la stagione di prosa del Teatro Comunale

Con la Carmen chiude la stagione di prosa del Teatro Comunale

Da domani a domenica la produzione con regia di Martone Protagonista indiscussa è l’attrice napoletana Iaia Forte

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La stagione di prosa 2015/2016 del Teatro Comunale di Ferrara si conclude con “Carmen”, produzione del Teatro Stabile di Torino con testo di Enzo Moscato, regia di Mario Martone, e con le musiche eseguite in scena dall’Orchestra di Piazza Vittorio diretta da Mario Tronco, in programma da domani a sabato 7 (ore 21) e domenica 8 maggio (ore 16). Con la presenza a Ferrara, in esclusiva per l’Emilia Romagna, lo spettacolo chiude la breve tournée 2016 che lo ha confermato come uno dei lavori più interessanti della stagione. Protagonista indiscussa è Iaia Forte, grande attrice partenopea che veste i panni di Carmen e che per l'occasione abbiamo intervistato.

Chi è Carmen?

«Penso che Carmen sia una donna estremamente libera, capace di rivendicare il proprio status anche in maniera un po' anarchica. Non sottostà a niente e a nessuno, non teme le regole borghesi e le convenzioni sociali. Fa della propria libertà il centro della sua vita. Io non sono come lei e in parte me ne dispiaccio ma indossare i suoi panni almeno a teatro mi piace molto».

Lo spettacolo sta riscuotendo grande successo, qual è secondo lei l'alchimia, la magia che si respira?

«Penso che Carmen sia un archetipo conosciuto ed amato. Questo spettacolo che in un certo senso possiamo definire quasi “musical”, è particolarmente popolare e in questa versione Martone ha apportato alcune note particolari, un esempio? Carmen non muore. Le musiche sono bellissime, idem gli arrangiamenti. I componenti dell'orchestra provengono da varie etnie e quindi c'è una contaminazione di stili e generi che giova all'allestimento».

Con Mario Martone ha lavorato spesso, sia al teatro sia al cinema. Che cosa cambia dal set alla scena?

«In realtà il rapporto lavorativo nei due campi cambia relativamente. Cambia il mezzo. Marlon Brando diceva “Il teatro è degli attori, il cinema è dei registi”, aveva ragione. Io con Martone mi trovo benissimo e lavorare con lui è sempre una grande gioia. In più, conoscendoci da tanto tempo, l'approccio è diverso; ci ritroviamo in forme diverse ma con gli stessi intenti».

Oggi forse più di alcuni anni fa le persone, in particolare i giovani, hanno non solo voglia ma anche bisogno di venire a teatro; perché secondo lei?

«In un momento di tale virtualità, in cui le relazioni umane si consumano sui social network, penso che ci sia più che mai bisogno di incontri concreti e credo che il teatro dia alle persone questa possibilità. In particolar modo questo spettacolo per immediatezza e energia permette anche ai più giovani di entrare nel vivo dell'opera».

Dal teatro al cinema, passando per la televisione... qual è il suo ‘habitat’ naturale e dove si sente a casa?

«Senza ombra di dubbio il teatro - conclude la Forte - perché da la possibilità di avvicinarsi a personaggi potenti e straordinari. Al cinema ho fatto cose bellissime ma non paragonabili a Moliere o Shakespeare, autori capaci di regalarti grandi occasioni esistenziali».

Samuele Govoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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