La Nuova Ferrara

Il giallo è servito tra un piatto e l’altro

Il giallo è servito tra un piatto e l’altro

Argenta, due serate particolari chiudono la stagione Attori in scena, spettatori a tavola e il mistero protagonista

2 MINUTI DI LETTURA





Indizi: il teatro dei Fluttuanti, una serie di prelibate e ricercate portate dall’antipasto al dolce, una platea di oltre duecento commensali in due serate, la compagnia teatrale dei “Giovani 90” di Gianna Dirani, un efferato crimine. Tradotto: Cena con Delitto. È stato un weekend all’insegna del giallo ad Argenta, che si è trasformata per due notti, nella cornice del Teatro dei Fluttuanti, in un luogo di ristorazione costruito ad hoc per ambientare lo spettacolo il cui format è ormai ampiamente diffuso in varie zone d'Italia. A distanza di sei anni dall'ultimo evento, realizzato in quell’occasione nell’area esterna del ex convento dei Cappuccini, ad Argenta, Elena Masina, regista, voce narrante e ideatrice del tutto, ha partorito una nuova trama, anzi due, messe in scena dalla sua compagnia dei “Giovani 90”. Due appunto, perché due serate significano due narrazioni, due vittime e due colpevoli. A tutti gli effetti, si tratta di un gioco, nel quale i commensali, tra un piatto e l’altro, sono chiamati a svolgere un’indagine su quanto vedono in diretta davanti ai loro occhi. Uno show che stravolge le dinamiche del teatro classico, con i partecipanti seduti attorno a grandi tavoli sul palco e attori le cui gesta vengono ambientate negli altri locali, tra platea, corridoi, dietro le quinte e sotterranei. In più, tre grandi schermi, con cinque telecamere a circuito chiuso per non far sfuggire nulla agli occhi degli investigatori per un giorno. Dopo il prologo iniziale, ecco, nel giro di un paio di antipasti, lo scenario, utile per capire il contesto del futuro delitto. Tempo di un bis di primi e di secondi, si arriva alla fase centrale, con tutte le vicende che coinvolgono i protagonisti, crimine compreso. Poi gli indizi, gli interrogatori a tutti i personaggi e le indagini. Ogni tavolo è chiamato a scrivere la sua versione, con colpevole, movente e arma del delitto. Segue, inesorabile, la soluzione, della quale nemmeno gli addetti ai lavori, attori compresi, sono a conoscenza. È l’epilogo, qualche tavolo festeggia, altri rivendicano le loro intuizioni, altri sono andati completamente fuori strada. L’obiettivo, per chi organizza, è certamente stato raggiunto.

Daniele Carnaroli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google