Il medico: «Vitamine e ferro servono Attenti, con la salute non si scherza»
Franco Tomasi è specialista in scienze dell’alimentazione, in endocrinologia e malattie del ricambio e in malattie del fegato e del ricambio. Con lui, docente di Unife e direttore del Uoc all’azienda...
Franco Tomasi è specialista in scienze dell’alimentazione, in endocrinologia e malattie del ricambio e in malattie del fegato e del ricambio. Con lui, docente di Unife e direttore del Uoc all’azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara, in vista del Vegan Festival abbiamo scelto di partire dalle basi.
Cosa significa alimentarsi correttamente?
«L’alimentazione è un atto cosciente e volontario finalizzato a soddisfare il fabbisogno di energia e di principi nutritivi (zuccheri, proteine, grassi, minerali, vitamine, acqua) del nostro organismo. Alimentarsi in maniera corretta significa quindi introdurre in quantità adeguata tutti i principi nutritivi e al contempo garantirsi anche un apporto energetico (calorie) commisurato ai bisogni. Questo rende possibile il corretto svolgimento di tutte le funzioni del nostro organismo. Alimentarsi in maniera corretta è la prima regola da seguire per il mantenimento di un buono stato di salute».
Che differenza c’è tra vegetariani e vegani?
«I vegetariani seguono un regime alimentare che esclude completamente tutti gli alimenti di origine animale (carne e pesce in particolare), ma che ammette il consumo di latte e derivati (yogurt e formaggi) e di uova. Dal punto di vista nutrizionale, la dieta vegetariana cosiddetta “ovo-lattea”, è una dieta equilibrata che può essere seguita, in qualunque età della vita, senza rischi di incorrere in carenze nutrizionali. In altre parole, non mangiare carne e pesce non provoca problemi. Anzi forse ne possono derivare da un eccessivo consumo di carne. I vegani seguono un regime alimentare che esclude dalla alimentazione, oltre agli alimenti di origine animale, anche il latte e derivati e le uova. E qui le cose, a mio parere come nutrizionista, cominciano a complicarsi. È molto probabile che si possano creare degli stati di carenza soprattutto di vitamina B12 e di ferro. Vengono poi a mancare le “proteine nobili”, quelle che contengono i cosiddetti “aminoacidi essenziali” che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare e che quindi vanno introdotti con gli alimenti. Tutto ciò potrebbe avere conseguenze negative sulla salute».
Quali lacune e benefici apporta al nostro fisico la dieta vegana?
«La dieta vegana andrebbe almeno associata a integratori specifici e non dovrebbe comunque essere seguita da bambini, donne durante la gravidanza e l’allattamento, anziani.
La dieta vegana, nel rispetto del reale significato della parola “dieta” e cioè “stile di vita”, rappresenta più che una particolare modalità di alimentazione una vera e propria filosofia di vita ed è comune nelle persone che appartengono alle frange di animalisti più convinti. Negli adulti sani, se viene opportunamente integrata per prevenire le carenze nutrizionali di cui si è detto, non è dannosa».
Anche nell’alimentazione ci sono le mode...
«È vero. Ricordo le più note: la dieta delle intolleranze alimentari, quella dei gruppi sanguigni, la crudista, la paleo-dieta, la South Beach, la Scarsdale, la Atkins, la Zona, la Dukan, la Tisanoreica e tante altre. Assolutamente non validate dal punto di vista scientifico, comunque squilibrate e, per quanto riguarda la perdita di peso da loro indotta, inefficaci sui tempi lunghi. Non parliamo poi dei “guru” che ultimamente ci vengono propinati dai media con le loro assurde proposte alimentari. Come quella di mangiare pasta asciutta a colazione, carne e pesce a pranzo e a cena in quantità illimitata e, almeno nelle prime fasi della dieta, eliminare quasi del tutto frutta e verdura. Attenzione alle “sirene della dieta”. Si rischia di perdere non solo soldi, ma anche salute». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
