La giornalista: «Gli esseri umani cercano il sangue perché stupidi»
di Samuele Govoni Paola Maugeri, giornalista televisiva di spettacolo, storica vj di Mtv, Italia Uno e La7, attualmente conduttrice di un programma musicale in onda su Virgin Radio, è vegetariana...
di Samuele Govoni
Paola Maugeri, giornalista televisiva di spettacolo, storica vj di Mtv, Italia Uno e La7, attualmente conduttrice di un programma musicale in onda su Virgin Radio, è vegetariana sin dall’infanzia. Diciotto anni fa ha abbracciato la filosofia vegana e studia da tempo alimentazione naturale e macrobiotica. In attesa di incontrarla domani a Ferrara l’abbiamo intervistata per conoscere il suo punto di vista riguardo il vegan style.
Essere vegani non è solo una questione di alimentazione ma un vero e proprio stile di vita. Perché?
«Esatto, essere vegani non è solo una questione di cibo. È come vivi, come ami, come sei, come cresci i tuoi figli, come vivi il rapporto di coppia. È uno stile di vita che abbracci a tutto tondo, che si manifesta in ogni tua azione di vita quotidiana».
Perché i pregiudizi, nei confronti della dieta vegana, sono numerosi?
«Semplicemente perché non la si conosce. Viene considerata come qualcosa di estraneo a noi ma estranea non è. Certo, è una scelta radicale che va approfondita e compresa. Del resto, i pregiudizi purtroppo sono ovunque. Basti pensare che siamo pronti a giudicare le persone, o al fatto che non vogliamo accogliere chi scappa dai Paesi in guerra; quello che non conosciamo ci fa paura e questo è vero anche per quanto riguarda la dieta vegana».
Quando ha scelto di abbracciare questo nuovo stile di vita e perché?
«La decisione è il giorno del mio trentesimo compleanno ma ero già vegetariana da quando avevo 12 anni! Diciamo che in seguito a una serie di riflessioni e approfondimenti mi sono evoluta e ho scelto di nutrirmi in maniera diversa».
Come affronta il “veganesimo” nel suo ultimo libro “Alla salute!”?
«In questo volume affronto il discorso prima di tutto come filosofia vita e cibo; non è solamente un libro di ricette. La consapevolezza è importante. Come possiamo essere tranquilli mangiando cose di cui non conosciamo la provenienza? Siamo ciò che mangiamo, nel bene e nel male e per questo, dobbiamo nutrirci con coscienza».
Sarà ospite della prima edizione del “Vegan Festival”, un appuntamento nuovo e di grande richiamo. Cosa farà in questa occasione?
«Questi incontri non sono mai unilaterali. È necessario creare un confronto, un dibattito e per questo sarò a disposizione dei presenti. Potrebbe essere una bella occasione per approfondire questo argomento, spesso purtroppo strumentalizzato. Più che un incontro, sarà un momento di condivisione».
E degli episodi provocatori e estremisti?
«L’essere umano è profondamente stupido e ha bisogno di “vedere il sangue”. Non ho mai partecipato e condiviso certe iniziative, le trovo sterili, banali e pressoché inutili».
Nel suo sito c’è una sezione chiamata “Vegan for beguinners”, ovvero per i principianti. Che consigli darebbe chi si avvicina a questa realtà per la prima volta?
«Fare attenzione a ciò che abbiamo nel piatto sarebbe già un primo e importante passo. Poi sarebbe opportuno porsi delle domande, capire perché stiamo mangiando un alimento piuttosto che un altro e chiedersi: ci fa davvero bene ciò che mangiamo? Ci crediamo molto evoluti quando evoluti in realtà non siamo. I nostri nonni avevano un attenzione maggiore per ciò che mangiavano, potrebbe sembrare retorica ma non lo è affatto».
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