La Nuova Ferrara

Dal fronte russo al lager La storia nei documenti

Dal fronte russo al lager La storia nei documenti

A Sant’Agostino la mostra che con lettere e documenti del fante Bruno Merighi ripercorre le vicende degli internati militari, prima in guerra poi schiavi di Hitler

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Un omaggio a tutti quei ragazzi che videro la loro giovinezza spezzata dalla guerra. Prima al fronte poi schiavi di Hitler, al lavoro coatto nei lager della Germania nazista, per non aver scelto - nei giorni immediatamente successivi all'armistizio dell’8 settembre 1943 - di continuare a combattere nelle fila dell'esercito tedesco. È quello che si propone la mostra “Il Ricordo e la Memoria - Lettere e documenti di Bruno Merighi dal fronte russo e da un campo di prigionia in Germania (1942-1945)”. La rassegna, che propone oltre alle lettere inviate alla famiglia, anche un prezioso inquadramento storico realizzaro dai ragazzi della 3ª D delle medie, coordinati dal professor Davide Pizzotti, è visitabile fino al 15 maggio nella sala Bonzagni, a Sant’Agostino.

La mostra propone una storia, ma che è la storia di tanti, fatta di sofferenza, di paure, di coraggio. E non va dimenticato quello che scrive Bruno Merighi nelle sue lettere, raccolte dal figlio Roberto, che ha avuto l’idea di divulgarle con questa iniziativa. Perché è la testimonianza di quello che subirono, in quei terribili anni, i giovani in armi, le famiglie nelle case. E Bruno subì due volte, come tanti altri: prima la guerra sul fronte russo, poi la deportazione in un lager nazista. Arruolato nella divisione Cosseria, fu dislocato con i compagni sul fronte russo: con alterne vicende, la divisione fu quasi completamente distrutta nel dicembre 1942 dall’offensiva dell’Armata Rossa . Poi da inizio gennaio 1943 la lunga marcia di ripiegamento nell’inverno russo: 1.300 chilometri, sotto gli attacchi dell’esercito sovietico e sotto gli attacchi del gelo. Rimpatriata tra fine aprile e inizio maggio 1943, la divisione era a Sesto San Giovanni alla notizia dell’armistizio, l’8 settembre, e lì molti suoi soldati furono catturati dai nazisti e deportati.

La storiografia è recentemente approdata alla conclusione che il rifiuto dei 650.000 Internati Militari Italiani di continuare a combattere al fianco dei nazisti e di aderire alla Repubblica fascista di Salò dopo l’armistizio, fu davvero una scelta di Resistenza, che contribuì sul piano militare e politico alla guerra di Liberazione. Una scelta pagata a duro prezzo, visto che essi andarono volontariamente incontro a venti mesi di prigionia e lavoro coatto nei lager del Terzo Reich, anche perdendo la vita a causa degli stenti, del freddo, delle malattie, delle percosse. La proposta di adesione venne sottoposta ai militari italiani in diversi momenti e con differenti modalità (si registrarono anche casi eccezionali di soldati che non la ricevettero per niente). La prima volta fu subito dopo il disarmo, direttamente sul luogo della cattura.

Quindi venne ribadita loro al momento dell’arrivo nei lager, dopo il trasporto di massa sui carri-bestiame.

Nelle lettere di Bruno, come in quelle di quanti riuscirono a scrivere a casa, queste situazioni non ci sono: prima perché gli internati non volevano allarmare le famiglie a casa, poi perché la censura avrebbe eliminato qualsiasi tipo di accenno alle situazioni dei campi. E allora quella di quei ragazzi fu una doppia Resistenza, prima con il no alla guerra in divisa nazifascista, poi nel mantenere il contatto con le famiglie, ma senza preoccuparle, fino alla liberazione da parte dagli alleati o, come avvenne per Bruno, grazie alla fuga dal lager in cui si trovava. L’intervento dei ragazzi della 3ª D di Sant’Agostino ricostruisce con attenzione tutto il periodo storico in cui si svolgono questi eventi un inquadramento preciso, dalla biografia di Merighi alla Resistenza, da nazismo e fascismo ai corpi di spedizione italiani in Russia, agli Imi e una interessantissima doppia linea del tempo 1939-1946. Due linee che riescono a mettere in correlazione gli avvenimenti principali della storia e avvenimenti che riguardano la vita di Bruno). La Storia, quella con la maiuscola, è fatta di tante piccole storie.

La mostra è visitabile il lunedì e il venerdì dalle 14 alle 18, martedì, mercoledì e sabato dalle 9 alle 12, il giovedì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18. (al.vin)

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