Anime galleggianti Infantile sogno di Brondi e Zamboni
“Anime galleggianti. Dalla pianura al mare tagliando per i campi” , il libro scritto da Vasco Brondi (Le luci della centrale elettrica) e Massimo Zamboni (Cccp), è stato pubblicato da “La nave di...
“Anime galleggianti. Dalla pianura al mare tagliando per i campi” , il libro scritto da Vasco Brondi (Le luci della centrale elettrica) e Massimo Zamboni (Cccp), è stato pubblicato da “La nave di Teseo” lo scorso aprile.
“Questa storia galleggia in un tema incantato: il viaggio sulla zattera. Infantile sogno da ragazzini che tutti hanno fantasticato poi abbandonato. La deriva. L’approdo. E quella pianura tutta attorno.
Scenderemo il Tartaro.
Perché? Già: perché?
Mi verrebbe da rispondere come fanno i ragazzini.
Perché sì”, Massimo Zamboni.
“È stato sorprendente, dove pensi che non possa succedere mai niente succede sempre qualcosa”, Vasco Brondi.
Sono queste le poche frasi che hanno preceduto la pubblicazione di “Anime galleggianti”, seguita poi da un breve tour nelle librerie di mezza Italia (Ferrara inclusa), per parlare di un libro nato dalla voglia di ripercorrere quei luoghi cari a autori come Celati, Zavattini, Ghirri, Bassani e Tondelli. Per una settimana Massimo, Vasco e Piergiorgio, il fotografo che li accompagnava, hanno navigato a una velocità massima di dieci chilometri l’ora attraverso le acque magiche e surreali del Tartaro Canal Bianco, uno dei tanti canali che attraversano la pianura padana nella zona del Polesine. Un viaggio a pochi chilometri da casa che si rivela la forma più pura di esplorazione, scoperta, incanto. “È un reportage pieno di divagazioni di un viaggio che abbiamo fatto assieme a fine ottobre, negli ultimi giorni di sole dell’anno – scriveva Brondi sul suo profilo Facebook - Una crociera nel posto meno turistico del mondo passando attraverso l’Emilia, la Lombardia e il Veneto senza neanche intravedere la loro operosità”. Il volume, che sta già riscuotendo successo, merita di essere letto per avere una visione altra di ciò che quotidianamente vediamo, o non vediamo. (s.g.)
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