Eleonora Sole Travagli: le ricerche d’archivio non sono ancora finite
“Villa Brindisi, un’astronave nella pineta” è la prima guida alla casa museo Remo Brindisi, realizzata nel 2011 da Eleonora Sole Travagli. Ma se l’artista potesse sfogliare la guida, da quali aspetti...
“Villa Brindisi, un’astronave nella pineta” è la prima guida alla casa museo Remo Brindisi, realizzata nel 2011 da Eleonora Sole Travagli. Ma se l’artista potesse sfogliare la guida, da quali aspetti resterebbe maggiormente colpito?
«Non sono in grado di dire da quali aspetti resterebbe positivamente o negativamente colpito, probabilmente nessuno mai potrà dirlo - risponde Eleonora Sole Travagli -. Di certo, se avessi avuto a disposizione la macchina del tempo, ne avrei fatto uso. Non solo per far sfogliare al maestro la mia guida, ma per poter lavorare alla stesura direttamente al suo fianco, arricchendola di aneddoti. Le ricerche di archivio non sono esaurite, esiste ancora un patrimonio di carte, appunti, missive, cataloghi, tutto da vagliare, per non parlare di audiovisivi. Milioni di volte mi sono chiesta cosa avrebbe pensato, immaginando persino di intessere un dialogo con lui. Ricordi il meraviglioso incantesimo che vive in Gil in Midnight in Paris (pellicola di Woody Allen)? In breve, ricevere il viatico dallo stesso Brindisi sarebbe un sogno che si avvera».
E Sole Travagli ricorda l’incontro con Nanda Vigo, progettista del museo Brindisi, e gli aneddoti e i racconti sul maestro: «Nanda è una donna straordinaria. Una scorza inflessibile cela un animo gentile. Ha lottato e continua a lottare per tutto ciò che ha realizzato sia come donna, che come artista, architetto, designer. Suo marito Piero Manzoni, le ricordava che in casa l’artista era lui. Nanda me lo raccontò sorridendo, perché questo, in fondo, lei non l’ha mai creduto. In principio l’approccio non è stato dei più semplici, perché permeato di diffidenza. Molti studenti si erano rivolti a lei per tesi di laurea e ricerche che spesso non pervenivano a compimento - specifica Eleonora Sole - e per questo motivo pensava che i giovani fossero fatti di pasta molle. Quando ha capito che il mio interesse era vero, permeato di autentica passione, si è resa pienamente disponibile. Tra i mille racconti, emergeva spesso quello di una lite furiosa tra Nanda e Remo, che portò l’architetto ad abbandonare i lavori per un certo tempo. La causa era il vano centrale. Il progetto iniziale prevedeva uno spazio quadrato, mentre Brindisi richiedeva invano una forma circolare, che ricordasse in qualche modo il Guggenheim di New York. Durante il periodo di assenza di Nanda, fu lo stesso Brindisi a stravolgere il progetto e a istruire le maestranze per realizzare quanto desiderato. Quando Nanda rientrò, trovò una base cilindrica, che sfruttò in seguito per rendere la casa museo come è oggi. Anche se spesso si azzuffavano come cane e gatto, erano legati da una profonda amicizia, che ha condotto il maestro ad affidare alla Vigo la realizzazione del proprio sogno. Personalmente le sono infinitamente grata». (k.r.)
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