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I momenti bui eliminati dalle luci di scena. L’Abbado si illumina

di Samuele Govoni
I momenti bui eliminati dalle luci di scena. L’Abbado si illumina

Passeggiata in teatro col direttore artistico, il bilancio della stagione. «Siamo pronti per l’anno prossimo, grandi soddisfazioni». «Spettacoli difficili, ma il pubblico ha sempre applaudito»

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di Samuele Govoni

La Stagione di prosa del Teatro Comunale Abbado ha chiuso i battenti la scorsa settimana e presto verrà presentato il prossimo cartellone. Intanto però, ci siamo ritagliati un po’ di tempo per fare due chiacchiere con Marino Pedroni (direttore artistico del teatro). Dal suo ufficio al terzo piano della struttura, ci spostiamo in platea passando per i “passaggi segreti” del teatro.

Pedroni, anche questa Stagione è stata archiviata, un bilancio a caldo?

«Sicuramente la Stagione che si è appena conclusa ha confermato il buon andamento degli ultimi due anni. C’è stato un’incremento sia sul piano degli abbonamenti, sia su quello dello sbigliettamento. Alcuni anni fa le cose non andavano molto bene, ora invece si vede una ripresa reale; la gente ha voglia di venire a teatro».

Come ha reagito secondo lei il pubblico che ha assistito agli spettacoli?

«Penso abbia reagito bene e ne sono felice. Non erano sempre facili e non era nemmeno scontato che venissero apprezzati; mi riferisco in particolar modo ai lavori di Paolini, Celestini, della compagnia del Teatro delle Albe e anche alla Carmen di Martone. Lo spettatore per comprendere e apprezzare queste proposte doveva essere attento e concentrato; sono contento di poter dire che così è stato».

. Si prova un po’ di timore preparando quando si scelgono gli spettacoli?

«Di timori quando si costruisce una Stagione ce ne sono sempre perché le scelte che fai rispecchiano il modo che hai di pensare e di vedere il teatro; ma sai anche che devi offrire un “prodotto” eterogeneo, mantenendo standard qualitativi il più possibile elevati. Fortunatamente ho una serie di collaboratori molto preparati che mi consigliano, mi spronano o mi frenano, a seconda dei casi, nella scelta degli spettacoli. Se così non fosse sarebbe un monologo tra me e me e la proposta sarebbe unilaterale. Preferisco che sia così perché ne giovano tutti: gli addetti ai lavori, il pubblico e anche io».

Quali sono state le sfide maggiori della Stagione 2015/2016?

«Sicuramente Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi, del Teatro delle Albe è stato una di quelle. Non solo il tema era complesso ma Ermanna Montanari (la protagonista, ndr) per problemi di salute non ha potuto salire sul palco. Il suo ruolo è stato coperto dal regista Martinelli. Per il pubblico è stato come assistere a una prova aperta, ha avuto la possibilità di vedere come lavora un regista durante l’allestimento dello spettacolo. In maniera diversa anche Carmen non era uno spettacolo facile».

E lo spettacolo di maggior successo?

«Ballata di uomini e cani di Marco Paolini, tributo a Jack London attraverso tre racconti brevi dove i protagonisti sono sempre gli uomini e i loro cani. È stato bello vedere il teatro veramente gremito».

Anche gli eventi “di supporto” sono andati bene.

«Esatto. Le attività collaterali sono state un successo. Il pubblico ha partecipato sempre e infatti ci stiamo già muovendo per organizzare quelli della prossima Stagione».

Ecco, proprio a proposito della prossima stagione, possiamo già sapere qualcosa?

«Non posso dire ancora un granché, se non che il cartellone è già chiuso e che a breve verrà ufficialmente presentato. La Stagione 2016/2017 aprirà con un musical e si chiuderà con Quel che non ho, spettacolo di Gallione con Neri Marcorè, che vuole essere un omaggio a Fabrizio De André e Pier Paolo Pasolini».

A breve saranno quattro anni dal terremoto, è stato fatto tutto?

«Qualche lavoro è ancora da fare, è per questo che le attività teatrali il prossimo anno termineranno un po’ prima rispetto al solito. Da metà maggio infatti nella sala teatrale inizieranno i lavori di adeguamento post sisma. Si tratta di interventi necessari, anche se la struttura è sicura. Si dovrebbero concludere durante l’estate senza causare interruzioni o slittamenti di programmazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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