La Nuova Ferrara

MUSICA

Il Gruppo dei 10 si prepara per un’estate a ritmo di jazz

di SAMUELE GOVONI
Il Gruppo dei 10 si prepara per un’estate a ritmo di jazz

Ventotto serate live per l’edizione 2016 di “Tutte le direzioni in summer time” Il direttore artistico Mistri: concerti tra mare e città, sarà una grande stagione

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Miles Davis, BB King, Chet Baker, George Benson, Ornette Coleman, Gato Barbieri, ho avuto la fortuna e il privilegio di conoscerli tutti e di portarli qui: a Ferrara».

Alessandro Mistri (nella foto sopra), appassionato di jazz da una vita, direttore artistico del Jazz Club Ferrara per quasi trent’anni e capofila del Gruppo dei 10 da sei,sta per lanciare sulla piazza la nuova Stagione di Tutte le direzioni in summer time, rassegna di concerti jazz giunta quest’anno alla sua sesta edizione. In attesa della presentazione ufficiale lo abbiamo invitato in redazione per intervistarlo e cercare di strappargli qualche anticipazione.

Quando e come nasce il Gruppo dei 10?

«Il Gruppo dei 10 nasce nel 2010 da un’idea e dalla voglia di ricominciare a vivere la musica in maniera diretta. Dal 1978 al 2006 avevo diretto artisticamente il Jazz Club Ferrara e dopo quattro anni di stop, sentivo la mancanza di quel mondo che avevo abitato fin da ragazzino. Così, come spesso succede, al termine di una cena con amici abbiamo iniziato a pensare di fare qualcosa per colmare quel vuoto che sentivamo. Volevamo soddisfare la nostra sete di musica senza però “ricadere” nel meccanismo dei finanziamenti pubblici e quindi ci siamo inventati questa formula, quella del Gruppo dei 10, ovvero un gruppo di amici accomunati dalla voglia di condividere momenti di piacere musicale e culturale, finanziando autonomamente ciò che andavano a proporre. Quello che facciamo, lo facciamo per noi ma anche per la città tutta».

Quanti concerti avete alle spalle?

«Non ho tenuto il conto preciso, direi però che siamo sui trecento. Tra le iniziative in città e quelle al mare i numeri sono questi e ci danno soddisfazione. Le collaborazioni che abbiamo con i vari soggetti, me Scuola di musica moderna di Ferrara, il Panama beach di Porto Garibaldi e il bar Ragno di Comacchio, sono per noi preziose».

L’estate è ormai alle porte, cosa avete in mente?

«Abbiamo in programma 28 concerti, che cominceranno a giugno e termineranno a fine agosto. Tre si svolgeranno a Ferrara e gli altri 25 al mare. Posso dire che questa Stagione sarà particolare perché, proprio quest’anno, ricorre il decimo anniversario dalla morte di due figure a me molto care: Alberto Alberti e Bruno Lauzi.

Il primo fu un grande organizzatore di concerti e il secondo, un artista importante che ho conosciuto e con il quale ho avuto il piacere di collaborare.

Sono affezionato a entrambi e per questo vorremmo dedicare al loro ricordo questa Stagione che sta per cominciare. Infine, posso dire che ospiteremo musicisti di grande qualità, e legati alla storia della musica, provenienti anche da oltre oceano».

Con quali parametri di scelta si crea un cartellone così articolato?

«In linea di massima seguiamo le nostre voglie - ride - La filosofia e gli elementi con cui decidiamo cosa fare sono sempre gli stessi: organizzare qualcosa che possa piacere sia a noi sia alla comunità. Uno degli aspetti che ci piace di più del nostro Gruppo è la libertà, siamo autonomi in tutto e per tutto e questo aspetto viene anche sottolineato da Tutte le direzioni il premio che diamo ogni anno a prestigiose personalità, appartenenti sia al mondo della cultura che a quello della vita civile, le quali abbiano contribuito, in piena e totale autonomia e indipendenza intellettuale, alla crescita qualitativa del nostro Paese. Quest’anno vorremo consegnare il riconoscimento a Franco Cerri, grande chitarrista italiano, oggi novantenne».

Quando nasce la sua passione per la musica?

«Ho cominciato a lavorare con la musica a 14. Il mio primo stipendio l’ho preso suonando l’organo in una sala da ballo.

A 16, grazie a mio cugino ho scoperto la musica jazz ed è nato un amore che mi accompagna tutt’ora. Ho fatto lo speaker radiofonico, ho prodotto quattro dischi, ho condotto un programma chiamato Non sparate sul pianista su radio Ferrara Centrale e proprio per questa emittente nel 1977 ho organizzato un concerto jazz. Nella musica, e per essa, ho fatto di tutto. Sono uno di quelli che portava e porta i pianoforti a braccio. Sono sempre stato mosso da una grande passione; se così non fosse, non avrei fatto e non farei quello che faccio».

Samuele Govoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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