Il nuovo allestimento con l’arte ferrarese degli ultimi due secoli
“Da Previati a Mentessi, da Boldini a De Pisis” Ecco come cambiano le opere nel percorso museale
di GIAN PIETRO ZERBINI
L’Arte per l’Arte, atto secondo. Dal prossimo 15 giugno ci sarà un cambio nelle opere esposte al Castello Estense per dare continuità al progetto - iniziato il 30 gennaio 2015 - di ospitare nel percorso museale del monumento simbolo di Ferrara i capolavori dei grandi artisti della scuola ferrarese tra Ottocento e Novecento. Quadri e sculture che fanno parte del prezioso patrimonio artistico delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Ferrara e che sono costretti allo sfratto forzato dalla loro sede d’origine: Palazzo Massari. Il devastante terremoto del 2012 ha infatti reso inagibile il contenitore culturale che ospitava i musei Boldini, De Pisis e dell’Ottocento. Non potendo esporre queste collezioni tutte in Castello, ecco spiegata l’ottima idea di farle ruotare, realizzando un nuovo allestimento. La nuova mostra del Castello Estense si apre con un percorso tra alcuni dei diversi orientamenti di fine Ottocento, che hanno profondamente rinnovato le tradizioni artistiche dell’epoca. Si passa così in rapida successione dalle poetiche del vero all’arte di idee, dalla pittura di macchia al divisionismo, dalla rappresentazione della vita moderna alle suggestioni decorative del Liberty. Spazio dunque a nuovi capolavori di Giovanni Boldini, il più celebrato a livello internazionali, ma non solo. C’è tutto un modo di sperimentazione e innovazione che ha visto in quegli anni protagonisti anche molti pittori ferraresi da Gaetano Previati a Giuseppe Mentessi, da Arrigo Minerbi fino ad Alberto Pisa.
Accanto a questa trasformazione e cambio di opere, rimane comunque inalterato l’allestimento attuale con i capolavori del ’900 di Filippo De Pisis ospitati nei suggestivi Camerini di Alabastro. Le stanze sopra l’antica via Coperta sono state costruite cinquecento anni fa dal Duca Alfonso I d’Este per ospitare i capolavori dell’epoca, alcuni dei quali saranno visibili da settembre alla mostra di Palazzo Diamanti dedicata all’Ariosto e al “Furioso”.
Grazie alle opere di De Pisis, che fanno parte di un fondo ferrarese a cui ha contribuito l’attività della Fondazione Pianori e il lascito di Manlio e Franca Malabotta, quei Camerini dal 2015 sono tornati a risplendere di vera arte dopo un incomprensibile chiusura al pubblico. La felice intuizione di trasportare alcune opere dei grandi pittori ferraresi d’arte moderna in Castello ha fatto lievitare in questi mesi le presenze dei visitatori. Segno tangibile che l’arte di qualità va esposta, a maggior ragione se il contenitore è lo splendido Castello di Ferrara.
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