Simoni e il nuovo romanzo: ho messo l’anima in questa trilogia
Il 23 giugno sarà di nuovo in libreria con L’abbazia dei cento inganni, capitolo conclusivo del Codice Millenarius Saga, fortunata trilogia partita nel 2014 con L’Abbazia dei cento peccati. Lo...
Il 23 giugno sarà di nuovo in libreria con L’abbazia dei cento inganni, capitolo conclusivo del Codice Millenarius Saga, fortunata trilogia partita nel 2014 con L’Abbazia dei cento peccati. Lo scrittore comacchiese Marcello Simoni, a Palazzo Bellini per la consegna degli attestati di partecipazione al corso di scrittura “Scrivere tra le righe”, che lo ha visto in cattedra come docente, anticipa i progetti in cantiere e quali coordinate uno scrittore esordiente deve seguire per affermarsi nel mondo dell’editoria. «Ci ho messo l’anima a scrivere L’Abbazia dei cento inganni – ammette Simoni -, che chiude una trilogia per me molto importante. Ho molto altro in cantiere. Posso già confermare che in autunno uscirà il romanzo Il marchio dell’inquisitore per la collana Stile Libero di Einaudi».
Lei è uno scrittore di successo, quali suggerimenti si sente di dare a chi si avvicina al mondo della scrittura?
«Uno scrittore esordiente deve ambire alla fiducia della casa editrice, ma sono fondamentali anche altri fattori, quali la distribuzione, il marketing e l’editing. L’editor è quella persona che corregge le bozze prima che i lavori vengano pubblicati. C’è poi la distribuzione, che deve avvenire in modo capillare e non esaurirsi al lancio. I miei romanzi sono definiti long seller, anziché best seller, perché sono venduti per tutto il corso dell’anno anche dopo il lancio iniziale».
Come ci si approccia a una casa editrice?
«Gli editori si suddividono in tre categorie: grossi, intermedi e piccoli. Questi ultimi possono essere migliori rispetto ai grossi nell’editing, ma magari peccano nella distribuzione e nel marketing. Per un esordiente è un vantaggio uscire con una casa editrice piccola, perché se si pubblica un primo romanza con un grosso editore e questo risulta un flop, non ti pubblica più nessuno. Meglio lavorare in prospettiva di ascesa e non bruciarsi».
Qual è il ruolo dell’agente letterario?
«Riuscire a farsi rappresentare da una agenzia letteraria è un grosso passo in avanti. Svolgono un ruolo fondamentale, a metà strada tra chi scrive e chi pubblica. Se c’è un’offerta, occorre rivolgersi all’agenzia letteraria, che si occupa delle trattative con l’editore. Non firmare mai subito».
A ottobre uscirà un suo romanzo per Einaudi, mentre i precedenti sono stati pubblicati con Newton Compton. «Resto sicuramente con Netwon Compton perché si lavora bene insieme, in modo produttivo. Decido per ogni romanzo. Mi sento libero. Non ha senso vincolarci contrattualmente. Resterò con Newton Compton, ma suggerisco di cogliere le opportunità al volo. Agli esordienti inoltre consiglio di affidarsi a professionisti seri. Il primo romanzo deve essere al massimo pubblicato a costo zero, ma non ci devono rimettere. Anche io sono stato esordiente e so bene che cosa vuol dire».
I racconti di coloro che hanno partecipato al corso di scrittura saranno pubblicati in un volume e ad arricchirlo, ci saranno le opere grafiche degli studenti del liceo artistico “Dosso Dossi” di Ferrara.
Katia Romagnoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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