A tu per tu con l’eclettico Maurizio Ganzaroli
L’artista ferrarese si racconta: tra pittura e architettura è un periodo pieno di soddisfazioni
I tempi in cui viviamo ci portano sempre più ad evidenziare una tendenza alla specializzazione esasperata in ogni settore. Spesso nel campo della creatività, artisti ed intellettuali che vengono definiti eclettici, si portano dietro una evidente accezione negativa. L’eclettico però è anche colui che possiede capacità di profondità in aree e argomenti diversi. Tra i non molti artisti ferraresi che corrispondono a questo identikit, sicuramente il profilo di Maurizio Ganzaroli non si allontana troppo dal prototipo di: “talento multiforme”. Dopo aver frequentato l’istituto Dossi, ha cominciato a sperimentare varie forme d’arte: video, poesia, narrativa, musica, pittura e scultura. Ed è proprio da queste due ultime discipline che vorremmo iniziare l’intervista a Ganzaroli, che in questo momento ha in corso una mostra permanente all’albergo San Paolo di Ferrara.
«La mostra si intitola Espressioni, ma è più esattamente un work in project, poiché ha subìto delle variazioni da quando è stata inaugurata. Sono state aggiunte delle tele e - spiega Ganzaroli - tolta qualche opera di computer-art, ma altre se ne aggiungeranno presto, forse già mentre sto parlando ce ne sono di nuove. Alcune delle opere esposte sono state vendute anche per trarre proventi per alcune associazioni benefiche».
Al momento a livello pittorico è impegnato su altri fronti? «Ho fatto recentemente una mostra personale dentro la vecchia sede espositiva della associazione Artè Primaluce ed ho partecipato alla prima Triennale d’Arti Visive di Ferrara realizzata a Palazzo Scroffa, tutte e due curate da Nadia Celi. Ho esposto a Galatone in una collettiva curata da Nadia Celi e Regina Resta e successivamente, con una installazione di Light-art, ho partecipato al terzo Festival delle Arti di Ferrara, curato da Francesca Mariotti. Entro maggio prenderò parte ad una collettiva a Pesaro in attesa di esporre a Milano».
E a livello letterario cosa bolle in pentola?
«Diciamo che in campo letterario ho scritto un libro di racconti in versione limitata e numerata dal titolo: Buoni motivi per non dormire, con all’attivo nove presentazioni, poi ho edito due racconti: Premio Pulitzer e Non v’è traccia di me per la Casa Editrice La Carmelina. Insieme ad altri scrittori ho prodotto: Transuman Time sia in versione cartacea che virtuale, poi il racconto Electric girls corredato da un piccolo articolo che si rifà allo stile della mia rivista Sands From Mars, nella collana Futurismo renaissance di Delega Editrice in versione e-Book».
Negli ultimi tempi ci risulta ci siano state per lei alcune gratificazioni importanti?
«Si! Quest’anno ho vinto il primo premio di personaggio dell’anno indetto dalla vostra testata, proprio come artista, e recentemente ho avuto l’onore di ricevere dall’Accademia Santa Sara e dal suo direttore Flavio De Gregorio, una targa d’oro come primo premio di Modern art per l’opera La donna Viola, oltre al titolo accademico di Maestro di Chiara Fama, con iscrizione all’albo d’oro e alla pagina personale sul catalogo ufficiale dell’Accademia».
Vincenzo Iannuzzo
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