Settant’anni fa il primo voto delle donne in Italia
Una conquista arrivata dopo anni di battaglie e molto tardi rispetto all’Europa Alle urne il 10 marzo, il 2 giugno 1946 chiamate a scegliere per il Referendum
Il 10 marzo del 1946, mentre il Paese prova a rialzarsi dopo il ventennio fascista, le italiane votano per la prima volta. Una conquista arrivata dopo anni di battaglie e molto più tardi rispetto ad altre donne europee e statunitensi. Si tratta del voto per le elezioni amministrative di cira 400 comuni. Ma, pochi mesi più tardi, le italiane saranno invece coinvolte nella cruciale scelta del referendum tra Repubblica e Monarchia del 2 giugno. La lotta per la conquista del diritto di voto parte tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, sulla scorta dei movimenti degli altri Paesi europei, Inghilterra in primis e degli Stati Uniti. Durante la prima guerra mondiale le donne sostituiscono nel lavoro gli uomini al fronte e assumono un ruolo ancora più centrale all'interno della famiglia. L'autoconsapevolezza cresce e con essa la volontà di rivendicare i propri diritti. È solo il 10 marzo 1946 che le donne finalmente possono esercitare un diritto concesso loro con un decreto legislativo luogotenenziale entrato in vigore un anno prima, il 2 febbraio del 1945, e varato dal secondo governo Bonomi, su proposta Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi.
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