L’omaggio Morton Feldman con il Quartetto Klimt
L’omaggio Morton Feldman chiude oggi alle 21 nella Sala del Refettorio del Museo Nazionale, il focus La tradizione del nuovo di Ravenna Festival 2016. Del compositore americano sarà presentata Piano,...
L’omaggio Morton Feldman chiude oggi alle 21 nella Sala del Refettorio del Museo Nazionale, il focus La tradizione del nuovo di Ravenna Festival 2016. Del compositore americano sarà presentata Piano, Violin, Viola, Cello interpretata dal Quartetto Kilmt. Considerato uno dei maggiori compositori americani del Novecento, Morton Feldman pervade le proprie opere di malinconia, di una tensione verso un’idea di sacralità. Per il loro impatto emotivo, le sue composizioni sono state paragonate alle grandi tele di Rothko. Piano, Violin, Viola, Cello, scritta nel 1987, anno della morte di Feldman, è un’opera di ampie dimensioni, volutamente tale, nel proposito di sfuggire alla routine del "solito pezzo di venti minuti”. Ripetizione e variazione di frammenti sono alla base della tecnica compositiva di questo brano, una tecnica ampiamente sperimentata nel Novecento, ma che Feldman rinnova con grande raffinatezza, ispirandosi anche dalle decorazioni dei tappeti del Medio Oriente e al loro rapporto tra simmetria e asimmetria. Il tutto alla ricerca di un sound particolare nel rapporto tra pianoforte ed archi, giocando sulle risonanze che il pianoforte è in grado di amplificare con l’uso del pedale, che per tutta la composizione viene tenuto abbassato senza cambi. Ad eseguirla è il Quartetto Klimt, formatosi nel 1995 alla Scuola di Musica di Fiesole, sostenuto da artisti quali Carlo Maria Giulini, Natalia Gutman, Krisztof Penderecki e Maurizio Pollini e con all’attivo una considerevole attività internazionale e numerose dirette televisive e radiofoniche della Rai. Ha eseguito in prima italiana il Sestetto di Penderecki e ha ha inciso la prima registrazione di Piano, Violin, Viola, Cello per Stradivarius.
Lunedì 6 giugno e giovedì 9 giugno, sempre alle 17, Ravenna Festival varca la soglia del convento delle Monache Clarisse Cappuccine (via Pietro Alighieri 4) e del convento delle Monache Carmelitane (via Guaccimanni 44), inaugurando così un nuovo percorso nei luoghi di clausura della città.
Protagonista sarà l’Ensemble Korymbos - già impegnato fino al 10 giugno per gli appuntamenti quotidiani dei “Vespri a San Vitale” alle 19 in basilica – che riproporrà nei conventi il programma Medioevo musicale e monachesimo femminile, un erudito e suggestivo tributo alla vita nei conventi femminili, frutto di accurate ricerche che la direttrice dell’ensemble e musicologa Alessandra Fiori ha condotto fra i codici del XIII e XIV secolo, con particolare attenzione al repertorio che gravitava attorno al Patriarcato di Aquileia e da lì poi disceso in Emilia fino alla costa adriatica. L’Ensemble si presenterà il 6 giugno con le voci di Alessandra Fiori, Frida Forlani e Silvia Testoni accompagnate dall’arpa gotica di Marianne Gubri; il 9 giugno invece Elena Bassi, Alessandra Fiori e Alida Oliva saranno accompagnate da Clara Fanticini alla vielle e symphonia.
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