Le schede telefoniche, l’evoluzione della specie
Le prime uscirono nel 1976 e si potevano scegliere vari tagli di vendita
La prima scheda venne introdotta in Italia nel 1976 dalla SIP - Società Italiana per l'Esercizio Telefonico. L'invenzione si era resa necessaria per far fronte ai furti di gettoni telefonici e monete dagli apparecchi telefonici pubblici e anche perché risultava essere una soluzione più comoda e pratica rispetto agli ingombranti e pesanti gettoni.
La prima scheda era completamente bianca con scritte blu e una banda magnetica che l'attraversava in verticale. Il vero boom della telecarta coincise con il restyling delle cabine telefoniche su tutto il territorio italiano, quando alla fine degli anni ottanta sparirono i vecchi apparecchi pubblici che accettavano esclusivamente monete e gettoni per essere sostituiti dai più moderni e compatti apparecchi detti Rotor (dalla forma caratteristica del cestello rotante per le monete) che potevano essere abbinati ad un lettore di schede. Quasi contemporaneamente, cambiarono anche le schede: il materiale era ormai stabilmente plastico ( e diversa era la banda magnetica, non più verticale ma orizzontale. Anche i tagli di vendita assunsero una connotazione definitiva, assestandosi su 5.000 lire, 10.000 lire e 15.000 lire (si parla da ora in poi di schede Urmet dal nome della società Torinese detentrice del brevetto per la banda magnetica su scheda prepagata nonché produttrice dei Rotor). Successivamente, comparvero (ma restarono meno diffuse) anche schede con un valore di 2.000 lire (in alcuni casi anche 1.000 lire) e con la dicitura «omaggio». Queste ultime, più rare delle altre, non avevano indicato il valore corrispondente in denaro, ma solo gli scatti di cui era possibile usufruire.
Successivamente, e soprattutto al passaggio di SIP a Telecom Italia (1994), le schede subirono anch'esse un restyling, concedendo all'immagine pubblicitaria anche la parte superiore del fronte. A cambiare fu anche la dicitura principale mutata da «carta» a «scheda», inserita in una banda di diverso colore a seconda del taglio: verde per le schede da 1.000 lire, giallo/arancio per le schede da 2.000 lire, rosso per le schede da 5.000 lire, blu per quelle da 10.000 e viola per i tagli da 15.000. La banda magnetica era più corta per poter ospitare a lato il valore facciale. Rimase la banda bianca finale, contenente il logo Telecom, i codici a barre e alfanumerico e, novità, l'indicazione del produttore e la tiratura oltre al bilinguismo per le schede commercializzate in Alto Adige.
Al passaggio da lira ad euro le schede subirono poche modifiche sostanziali: sparì la dicitura scheda telefonica.
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