La Nuova Ferrara

Il salinaro di Comacchio nella casa dei fenicotteri

Il salinaro di Comacchio nella casa dei fenicotteri

Progetto didattico-turistico da 230.000 euro per la valorizzazione dell’area Occupati 4 ettari sui 550 della superficie in cui vivono le “fenici rosa”

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D. opo lo stop alla produzione del sale imposto nel 1985 con la chiusura dell'antica salina comacchiese, a distanza di più di trent’anni i bacini della salina didattica sono pronti per dare il via ad un evento attesissimo. «Quando le condizioni atmosferiche lo permetteranno – spiega con soddisfazione Luigi Cavallari, referente per il nuovo gruppo di salinari, che hanno partecipato al recente corso di formazione promosso dal Comune -, mostreremo le tre fasi di lavaggio delle prime tre vasche di evaporazione, sino ad arrivare alla quarta vasca di evaporazione».

Gli interventi

«La vasca dovrà essere rullata - prosegue Cavallari -, per indurire il fondo su cui si formerà il sale». Il sale si deposita a 26º, ma in presenza di precipitazioni piovose il livello salino si abbassa, per cui l'apertura del laboratorio didattico con la re-immissione in circolo dell'acqua nei bacini della salina didattica sarà effettuata con condizioni climatiche congeniali. Nei mesi scorsi il Cadf (ciclo acquedotto depurazione fognatura) ha eseguito interventi di manutenzione dell’impianto e di sistemazione del sistema di depurazione, effettuando anche lavori sulle arginature, al fine di realizzare un percorso protetto per l'avifauna. Il 25 aprile scorso, durante l'inaugurazione della Torre Rossa, antico edificio adibito alla guardianìa e dell’aula didattica della salina stessa, ha dato spettacolo una colonia di fenicotteri rosa, uccelli migratori che da diversi anni hanno scelto proprio la salina di Comacchio quale dimora abituale. «Oggi come oggi - spiega il sindaco Marco Fabbri - sarebbe impensabile ripristinare una produzione di sale su larga scala, perché il sito è ormai la casa di oltre 15mila fenicotteri rosa».

La tradizione

«L'obiettivo che ci siamo prefissati è quello di riprendere in mano le nostre tradizioni - prosegue il sindaco comacchiese -, per tramandarle alle generazioni future, ma anche per consentire ai turisti ed agli escursionisti di ammirarle ed apprezzarle». Il progetto di recupero e valorizzazione della salina in un ottica di fruizione turistica, inserito nel patto per il lavoro “progetto Comacchio 2015/2020”, ammonta a 230milaeuro ed accompagna una convenzione siglata da Comune, Parco del Delta e Cadf, che ha consentito di agire sulla regimentazione idraulica dell'impianto. L'area sulla quale si tornerà a produrre il sale a scopo didattico-turistico occupa 4 ettari rispetto ai 550 della superficie complessiva della salina. Oltre al ripristino del centro didattico, il progetto di riqualificazione ha interessato pure il risanamento dei muri, l'impianto di allaccio dell'acqua potabile, l'adeguamento dei servizi igienici e la manutenzione della sala pompaggio con l'installazione di una pompa nuova necessaria al ricircolo delle acque.

Secolare custode

A coronamento del percorso formativo “Il salinaro di Comacchio, secolare custode del sale dei Longobardi”, al quale si sono iscritti un centinaio di aspiranti salinari, sta approssimandosi un importante traguardo, teso alla promozione dei valori identitari del territorio. «Faremo a breve una riunione - assicura Luigi Cavallari -, per fondare un'associazione, che forse chiameremo “Amici della salina”. Chi vuole contribuire a questa giusta causa potrà dare una mano come volontario. Specifico che non sono previsti emolumenti».

Katia Romagnoli

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