Voghenza, dai soldatini ai magici treni: anche il modellismo è storia
Il museo è un luogo unico nel suo genere e compie vent’anni. Con otto sale e migliaia di pezzi esposti è un piccolo gioiello del territorio
di Samuele Govoni
«Questo museo è unico nel suo genere, sicuramente a livello italiano ma, con tutta probabilità, anche a livello europeo». Siamo a Voghenza, un paesino tra Gualdo e Voghiera a una quindicina di chilometri da Ferrara. Qui, in quelle che un tempo erano le scuole elementari del paese, è nato il museo del modellismo. Domenica lo spazio compirà vent’anni. Nel 1996 i membri dell’associazione del modellismo, nata nel 1973, lasciarono Ferrara in favore della campagna. Qui, a Voghenza appunto, trovarono un posto su misura per loro, spazioso e adatto a ospitare quelli che di fatto sono manufatti artistici.
«Abbiamo ridato nuova vita a una struttura che era chiusa da tempo, abbiamo rimodellato gli spazi e riarredato tutto. Ogni cosa qui, dal tavolo della biblioteca alle vetrinette espositive, è stato tutto fatto da noi associati». A parlare è Massimo Perencin, presidente dell’associazione e del museo. È lui che ci accompagna in un giro panoramico dello spazio: otto sale monotematiche che vanno dalle automobili da record ai soldatini passando per aerei, navi, treni, mezzi militari e biblioteca. Ed è proprio per il suo “vasto assortimento”, se così lo si può definire, che il museo del modellismo di Voghenza è unico nel suo genere. «I pochi musei relativi a questo settore spesso ospitano solo un certo tipo di modellismo. In Italia - spiega Perencin - ce ne sono appena tre o quattro ma meno eterogenei del nostro. Lo stesso discorso lo si può fare a livello europeo. Noi quindi - dice guardandosi intorno - siamo più unici che rari». Unici come i pezzi esposti.
Entrare nel museo del modellismo è come essere trasportati in un altro mondo. È come fare un tuffo nel passato, remoto o recente. Qui si passa dalla riproduzione dell’arrivo a Ferrara di Lucrezia Borgia nel 1502, alle auto che nel corso del Novecento hanno cercato di stabilire il record assoluto di velocità. Passando da una stanza all’altra ci si imbatte in pianeti diversi, a volte lontani, altre volte vicini. È come visitare tanti mondi diversi appartenenti però a una stessa galassia. Al pian terreno una sala interamente dedicata all’universo ferroviario ospita un plastico imponente «il costruttore ha impiegato quasi tre anni per realizzarlo» e tantissime locomotive, carrozze, vagoni. «Tutti i pezzi esposti, anche quelli sottovetro, sono funzionanti. Questa - ci spiega la nostra guida - è una delle prime prerogative degli appassionati di modellismo ferroviario». Ma basta fare pochi metri e salire una manciata di scalini per ritrovarsi in una stanza che ricorda l’hangar dell’aeroporto di Ferrara all’epoca della Seconda Guerra Mondiale. Qui sono esposti mezzi militari, dai carri armati agli aerei da combattimento, ai plastici di scene di guerra. Anche l’ala dedicata alle navi, antiche e moderne, stupisce l’avventore in visita al museo. Per non parlare poi del reparto figurini, più comunemente noti come soldatini. Qui si va dall’antichità, ai giorni nostri, dalle riproduzioni di Annibale che oltrepassò le Alpi con gli elefanti, agli indiani d’America, ai soldati del secolo concluso meno di vent’anni fa.
Un’occhio di riguardo è stato destinato alla storia ferrarese. Oltre al già citato omaggio a Lucrezia Borgia, infatti, si possono ammirare un plastico che riproduce le mura di Biogio Rossetti, un altro che raffigura Porta San Pietro e le mura trecentesche, poi ci sono la barca fluviale della corte Estense e la Torre dei Leoni in versione originale che però, è ancora in costruzione. In totale il museo ospita circa seimila articoli che insieme, vanno a formare un piccolo, ma per molti inestimabile, gioiello.
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