La Nuova Ferrara

Tra Anguille e Tarante «Due giorni dedicati alla cultura popolare»

di Samuele Govoni
Tra Anguille e Tarante «Due giorni dedicati alla cultura popolare»

Musica, canti, racconti, danze e cibi tradizionali Sparagna: un viaggio nello cultura locale e universale

3 MINUTI DI LETTURA





di Samuele Govoni

L’edizione 2016 di Ravenna festival rinnova e consolida la collaborazione con il Comune di Comacchio presentando “Tra Anguille e Tarante”, il progetto commissionato ad Ambrogio Sparagna (compositore, musicista e etnomusicologo) che domani e domenica condurrà il pubblico in un’intensa 48 ore di musica, canti, racconti, danze popolari e degustazioni di cibi tradizionali alla scoperta della città e dell’affascinante valle. Tra gli ospiti più attesi anche Peppe Servillo. Noi abbiamo contattato Sparagna, già in Laguna da un paio di giorni e lo abbiamo intervistato per entrare nel vivo di questa forma di esperienza che coinvolgerà i partecipanti a 360 gradi.

. Come nasce “Tra Anguille e Tarante”?

«Il Comune di Comacchio insieme al Ravenna Festival voleva creare qualcosa che andasse al di là del concerto o dello spettacolo, qualcosa che si fondesse in un unicum dedicato al territorio. Io lavoro da tanti anni su danze popolari, tradizioni e culture locali. Il tema dell’anguilla, questo pesce serpente che attraversa il Mediterraneo, mi affascinava molto e per questo ho accettato di dare vita a questo evento. Tutto a Comacchio parla di lavoro, di cultura locale. Tutti i luoghi qui hanno un’anima e racchiudono in essi storie e “leggende” da tramandare».

Perché la volontà di unire diverse forme d’arte? Qual è il collante di tutto?

«Il collante sono le persone. La cultura popolare è un elemento che include e non che esclude. Perché anche se locale parla un linguaggio universale. Cercherò di unire storie lontane attraverso laboratori e altri mondi come la musica, la danza e i canti popolari. Sarà un viaggio sulla rotta dell’anguilla. Porterò nelle strade e nelle piazze le arie di questo simbolico pesce che, proprio attraverso il suo percorso, unisce popoli e culture geograficamente distanti».

Possiamo dunque parlare di fusione tra tradizioni e culture differenti?

«Non si può considerare la musica popolare esclusiva di un luogo piuttosto che di un altro proprio perché la sua forza è quella di sapere parlare a tutti. Tratta motivi universali: lavoro, rapporto con le tradizioni e con l’ambiente. Il commento musicale rappresenta un valore importantissimo sia a livello sociale sia etico. Grazie ai canti popolari è possibile custodire e tramandare il patrimonio locale».

Quali saranno gli appuntamenti clou di questa 48 ore?

«Difficile dirlo. Non faremo un concerto o uno spettacolo di danza fine a sé stesso, bensì una serie di eventi legati al cibo e al canto; l’elemento distintivo è sicuramente lo spirito di comunione che caratterizzerà la due giorni. Sta proprio qui la novità di “Tra Anguille e Tarante”: ogni luogo ha una storia da raccontare, saranno coinvolte centinaia di persone, magari non professionisti ma che saranno comunque tali per la durata della manifestazione. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno in luoghi bellissimi, unici, che contribuiranno a rendere tutto speciale. “Tra Anguille e Tarante” sarà una cosa speciale, sarà una forma di esperienza». Per info, orari, costi, dettagli e programma completo: www.ravennafestival.org.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google