La Nuova Ferrara

«Questo festival può fare bene alla nostra città»

di Samuele Govoni
«Questo festival può fare bene alla nostra città»

Soffritti, il ferrarese che “vive” a Paperopoli «Il manga per essere apprezzato va capito»

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Ferrara per due giorni diventa patria del fumetto e di tutto ciò che ruota attorno ad esso. Oggi e domani in città sarà possibile partecipare a giochi di ruolo, sfilate tematiche, visitare mostre e scoprire mille curiosità nell’area espositiva disseminata nel centro storico.

In attesa che tutto cominci (l’inaugurazione è fissata per le 11,30 in piazza Trento e Trieste) abbiamo intervistato Donald Soffritti, nostro concittadino che da 19 anni lavora per Dinesy Italia e niente meno che per Topolino, storico fumetto che ha fatto e continua a far sognare bambini e adulti. Oggi alle 17 Soffritti sarà in piazza Savonarola con una sorpresa, a tiratura limitata.

Che effetto le fa essere ospite qui, nella sua città?

«Sono felice e lusingato di partecipare alla seconda edizione del FeComics & Games, evento che porta in città collezionisti e appassionati da tutta Italia. Noi fumettisti non facciamo molta vita mondana, viviamo tra le nostre quattro mura e tanti ferraresi non sanno nemmeno che esistiamo. Ben vengano questi incontri che, prima di tutto, sono con la città e la cittadinanza. Sarebbe bello che anche a Ferrara ci fosse una scuola del fumetto».

Per l’occasione ha creato qualcosa di speciale.

«Ho pensato di realizzare una stampa ad hoc per l’appuntamento e, come personaggio, ho scelto Paperinik. Paperinik è straordinario ma anche molto difficile, non ho mai disegnato una sua storia anche se mi venne chiesto in passato. Non mi sentivo ancora pronto e così, oggi, ho scelto di omaggiare così questo grande protagonista del fumetto. Inoltre, la tavola è stata disegnata tutta a mano e non in digitale, cosa che mi ha fatto apprezzare ancora di più il modo di “disegnare all’antica”. Con il digitale se sbagli puoi rimediare più facilmente, se dipingi a mano invece c’è quel pizzico di tensione in più che non mi dispiace. Non escludo per il futuro, che potrei tornare in qualche occasione all’illustrazione tradizionale».

Cosa ne pensa del FeComics & Games?

«Appoggio in pieno tutte le iniziative che possono servire per veicolare e dare visibilità al mondo del fumetto. Ferrara è per me una location fantastica, il centro storico è fenomenale e secondo me questo festival potrà crescere parecchio e dire la sua nel corso degli anni».

E Sicuramente Lucca Comics è l’evento più prestigioso a cui ispirarsi.

«Lucca è un appuntamento fisso per migliaia di appassionati, collezionisti e amanti del genere. Il mondo del fumetto si incontra a Lucca in quei giorni. La prima volta che andai, fu negli anni Novanta. Lo ricordo ancora bene. Andai per incontrare gli autori, per mostrare loro i miei lavori. Poi due anni fa sono tornato nell’area “Artist Alley”, ovvero uno spazio in cui gli autori incontrano i collezionisti. È un momento di incontro diretto tra noi e loro, un modo bello per conoscersi e per creare opere estemporanee su richiesta. È come un gioco di improvvisazione».

C’è un autore, che ha segnato la svolta nella sua carriera?

«Ho sempre dato la caccia a Giorgio Cavazzano ma non sono mai riuscito a incontrarlo. Lui era un punto di riferimento nel genere grottesco. La svolta vera e propria però l’ho avuta con l’accademia Disney. Ricordo che quando portavo le mie tavole a Roberto Santillo, ricevevo tantissime dritte. Era bello, anche se spesso tornavi a casa a testa bassa perché non risparmiava mai niente a nessuno. Devo dire però che quelle lezioni mi sono servite tantissimo, gli devo molto. All’epoca non avevo ancora la completa padronanza di ciò che facevo, dopo ho imparato».

E se avesse potuto incontrare Walt Disney in persona cosa le avrebbe detto?

«Sarei stato sicuramente imbarazzatissimo. Non sono molto bravo a parlare con i grandi, mi blocco facilmente. Penso però che avrei trovato comunque la forza di ringraziarlo, da parte di tutta l’umanità penso, per tutto quello che ci ha regalato e lasciato. Poi, dopo un bel respiro, avrei trovato la forza di fargli vedere i miei disegni...».

La due giorni coinvolgerà anche cosplayers e amanti del manga, cosa pensa di questo genere di fumetto?

«Sul manga io sono arrivato un po’ tardi. Ho fatto un corso per lavorare sulle Witch, fumetto manga-Disney nato a inizio anni Duemila. Il manga per apprezzarlo, bisogna prima comprenderlo. Io dopo che l’ho scoperto ho capito di trovarmi di fronte a una grande realtà, realtà che oggi come oggi in parte si è anche fusa con il nostro stile europeo. È come vedere due persone di etnie diverse che mettono al mondo un figlio: è un bellissimo insieme di caratteristiche diverse tra loro, ciascuna delle quali unica nel suo genere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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