Il jazz europeo si fonde con melodie sudafricane
Il jazz europeo che si fonde a melodie ispirate dalla tradizione sudafricana e trova corrispondenza nell’arte, spirituale e intrisa anche di magia e mistero, di una coppia decisamente British. Ecco...
Il jazz europeo che si fonde a melodie ispirate dalla tradizione sudafricana e trova corrispondenza nell’arte, spirituale e intrisa anche di magia e mistero, di una coppia decisamente British. Ecco il clima in cui sarà immersa la seconda serata jazz di Ravenna Festival oggi alle 21 al Teatro Rasi con grandissime stelle della musica mondiale. In apertura il settantaseienne batterista Louis Moholo-Moholo si esibirà con i suoi 5 Blokes; a seguire gli inglesi Keith e Julie Tippett “Couple in Spirit”.
Forse nessun artista contemporaneo può rappresentare meglio di Louis Moholo–Moholo il connubio tra la terra madre che lo costrinse all’esilio europeo e i fremiti e l’urgenza espressiva che gli Stati Uniti hanno regalato al jazz conducendolo sino alla liberazione estrema del free. Moholo è l’ultimo sopravvissuto dei leggendari Blue Notes - gruppo nato a Cape Town nel 1962 che fondeva il jazz alla tradizionale musica kwela sudafricana - che sbarcarono in Europa dal Sudafrica nel 1964, scuotendo la già effervescente scena musicale di quel tempo e influenzando persino, sia pure in piccola parte, la genesi e lo sviluppo di quel progressive rock che ha segnato indelebilmente la musica del Novecento. Gli stessi Blue Notes, uniti a un manipolo di jazzisti prevalentemente britannici, formarono poi i Brotherhood of Breath e raramente il nome di un gruppo è stato così programmatico.
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