La Nuova Ferrara

Balbo e Casazza Va all’asta un pezzo di storia

di SAMUELE GOVONI

Il loro carteggio quotato tra 5 e 7mila euro Maisto si appella ai privati: compratelo per la città

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di SAMUELE GOVONI

La casa d’aste romana Minerva Auctions, ha messo sul banco una serie di carteggi tra Giuseppe Gatti Casazza e Italo Balbo.

I documenti verranno battuti all’asta il prossimo 7 luglio e il valore stimato oscilla tra i 5mila e i 7mila euro. “Si tratta - si legge nella descrizione degli oggetti - di un vasto insieme di lettere, documenti, telegrammi, note, progetti, e disegni relativi all’attività di Giuseppe Gatti Casazza, con un nucleo centrale relativo a Italo Balbo di cui fu fraterno amico e col quale collaborò a vari progetti. Del nucleo balbiano - prosegue la descrizione - si segnala: una filastrocca autografa in rima baciata, una lunga lettera autografa firmata di cinque pagine da Tripoli, 26 aprile 1940, cinque dattiloscritti firmati con interventi autografi, altre sei lettere autografe firmate, un insieme di oltre venti telegrammi inviati da Balbo a Casazza. Insieme nel lotto una serie di buste dell’Ufficio Opere Pubbliche della Libia e del Gabinetto del Governatore di Libia contenenti progetti e fotografie dei diversi lavori effettuati da Gatti Casazza in Libia, a Tripoli e Derna”.

Giuseppe Gatti Casazza si laureò in ingegneria a Bologna nel 1893 e, appassionato fotografo si dedicò a questo hobby con tanto successo da partecipare nel 1902 all’Esposizione Internazionale d’arti decorative di Torino.

Italo Balbo, gerarca fascista, nel 1929 fu nominato ministro dell’aeronautica e venne designato nel 1934 quale governatore della Libia. Morì in un bombardamento aereo nel 1940.

Anna Maria Quarzi, direttrice dell’Istituto di storia contemporanea di Ferrara, ha spiegato che Italo Balbo e Giovanni Gatti Casazza «erano veramente legati da un rapporto di amicizia saldo, fraterno e sincero».

«Quando Balbo divenne governatore della Libia si circondò di un gruppo di artisti ferraresi, amici fidati, composto da Mimì Quilici Bazzacchi, Galileo Cattabriga, Nives Casati, Enzo Nenci e naturalmente Giuseppe Gatti Casazza. Era proprio - prosegue la Quarzi - una sorta di “Officina Ferrarese”. Per Balbo quello in Libia era un grande momento e si era voluto circondare di importanti intellettuali». Gatti Casazza, che fu anche disegnatore d’interni, si occupò personalmente dell’abitazione di Balbo in Libia. «Inoltre - continua la Quarzi - Giuseppe Gatti Casazza, insieme all’architetto Carlo Savonuzzi, aveva anche lavorato al piano nobile del palazzo della Cassa di risparmio di Ferrara. Qui realizzò un famoso affresco dedicato proprio a Balbo».

Il vicesindaco e assessore alla cultura, Massimo Maisto una volta appresa la notizia ha dichiarato: «Sicuramente si tratta di un carteggio molto interessante per la città. Noi come amministrazione non abbiamo budget per permetterci di partecipare all’asta ma faccio un appello al mondo privato ferrarese. Se qualcuno decidesse di partecipare all’asta per tentare di aggiudicarsi i documenti, sappia che potrebbe poi darli in prestito o in comodato d’uso al Comune affinché vengano esposti o conservati negli archivi storici cittadini. Potrebbe essere un valore aggiunto per la storia della città».

Secondo la direttrice dell’Istituto ferrarese, il carteggio potrebbe essere un patrimonio per la città perché potrebbe svelare qualcosa di nuovo, non tanto dal punto di vista politico, quanto da quello umano. Specie di un periodo così intenso e, allo stesso tempo delicato, come fu quello vissuto dal ferrarese Balbo nella prima metà degli anni Trenta.

«Sono felice di anticipare - ha poi concluso la Quarzi - che in autunno presenteremo alla cittadinanza una donazione importante. La famiglia di Balbo ha lasciato al nostro istituto tutta la collezione del Corriere Padano (giornale che Balbo diresse dall’aprile al novembre del 1925, ndr). Si tratta di un ulteriore tassello per il nostro archivio e per tutta la città».

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