Cosmo si racconta alla Nuova Ferrara
Sul palco di Ferrara Sotto le Stelle con Niccolò Contessa de I Cani
Ospite di Ferrara Sotto le Stelle, Cosmo si racconta alla Nuova Ferrara
Da Disordine, suo album d’esordio solista, a L’ultima festa, cosa è accaduto nel mentre e quali sono le differenze sostanziali tra i suoi due lavori?
Nel mentre ho avuto un altro figlio, ho fatto un altro disco, il tour con i Drink To Me e ho iniziato ad appassionarmi sempre di più alla cassa dritta. Quindi ho maturato l'idea di un disco più orientato all'immaginario dance.
La su elettronica “calda”, legata ai testi notevoli, rappresenta una novità nel panorama musicale italiano. Quali sono i musicisti che ammira di più e quelli che maggiormente hanno influenzato la sua musica?
Dal punto di vista della produzione (parlo dell'ultimo disco) sicuramente la techno e la dance commerciale anni ‘90, poi anche robe più contemporanee come The Field, Caribou, Four Tet, Todd Terje... Mi interessa un'elettronica con delle sfumature grezze, ibrida, di pancia, meno cerebrale.
Il singolo L’ultima festa credo sia uno di quei casi rari dove il tormentone estivo si unisce a una profondità evidente che si percepisce dal testo, dove descrivi in due parole la fine di un periodo della vita, com’è nato il pezzo?
Il pezzo è nato giocando nel mio studio con un amico di nome Daniel, che non è un musicista, è solo uno preso bene. Il testo in realtà non parla della fine di un nulla in particolare se non della serata. Si tratta di una situazione in cui mi sono trovato spesso: quella di farsi cacciare da un posto, pur avendo ancora voglia di fare festa. Forse ci sono sfumature amare (“quando mi dici che non esisto tu sparisci con me”), ma in fondo ogni serata di festa nasconde sempre una tensione no?
Dal suo ultimo disco viene fuori una rabbia sottile - parli di cavolate che ci circondano, di ipocrisia sociale fomentata dai social - ma si palesa anche l’amore paterno e una sana voglia di continuare a divertirsi e credo che l’album funzioni anche per questa simbiosi di elementi attuali nella scrittura, sei d’accordo?
Si. Poi credo abbia anche giocato un ruolo la sincerità che ho cercato di conservare. Quello delle canzoni sono spesso io, o per lo meno il mio personale sguardo su certi problemi (tipo, in “Dicembre” non parlo propriamente di me, ma ci sono i miei pensieri).
Ne L’ultima festa la forza evocativa delle tue canzoni, legata alla sua evoluzione come artista e come uomo, mi piace pensarla simboleggiata dalla bellissima foto di sua mamma da giovane che ha scelto come foto di copertina dell’album: dalla famiglia alla famiglia, alla fine l’amore come punto d’incontro nel caos che viviamo?
Certo. L'amore materno non è l'inizio di tutto, in fondo?
Parteciperai al Ferrara Sotto le Stelle insieme a Niccolò Contessa de I Cani, nell’ambito di una manifestazione che vedrà esibirsi artisti del calibro dei Mogwai, Wilco e The Last Shadow Puppets, è un arrivo per lei o un punto di partenza per i suoi prossimi progetti?
È un concerto importante, sicuramente è un punto di arrivo di qualcosa. La verità però è che darò tutto come faccio ogni volta, che sia davanti a 3000 persone in un megafestival o in un club da 150 persone. E poi suono insieme ad una band di amici! C'è anche Andrea Suriani ne I Cani, che è di origini piemontesi e ci si conosce e si collabora da anni (ha fatto anche il master de “L'ultima festa”). Insomma, ogni occasione è buona per fare festa. E non sarà l'ultima.
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