Nel Palazzo del Vescovo nascerà il Museo della Curia
I lavori “a porte chiuse” sono iniziati tre mesi fa, la consegna entro fine anno «Ogni giorno una nuova sorpresa, non possiamo fare progetti definitivi»
Nel cuore di Comacchio, tra il Ponte degli Sbirri e l’antico Palazzo delle Saline, hanno abitato per secoli diversi vescovi. Un residenza bellissima e fuori dal comune, che la Chiesa ha deciso di ristrutturare e che dovrebbe ospitare il Museo della Curia.
I lavori, seguiti dagli architetti Grabriele Bellini e Marcello Marcialis, sono iniziati tre mesi fa, concordati con la Soprintendenza alle Belle Arti di Ferrara e costituiscono un’ideale prosecuzione di quelli realizzati nel 1999-2000. «Il progetto prevedeva originariamente degli interventi di adeguamento strutturale alle fondazioni e ai solai in legno del piano nobile, il collegamento del corpo centrale della fabbrica (quello che si affaccia sul Canale Maggiore) all’ala laterale, la realizzazione di nuovi impianti elettrici e termoidraulici (quelli esistenti erano ormai fatiscenti e non più a norma), e altri interventi di restauro e manutenzione sia alle facciate esterne che delle sale di rappresentanza (recupero dei vecchi pavimenti e posa di nuovi, restauro dei soffitti decorati, ripristino degli elementi decorativi), spiega l’architetto Bellini.
«Nella realtà il progetto deve essere continuamente adeguato, ridefinito e aggiornato poiché intervenendo su un edificio antico le sorprese e gli imprevisti, nonostante il notevole lavoro diagnostico preventivo (indagini geologiche e un dettagliatissimo rilievo strumentale con Laserscan), sono praticamente all’ordine del giorno. Ad ogni modo contiamo di rispettare i tempi e di consegnare i lavori entro la fine dell'anno, come da programma». Tutti gli interventi sono realizzati con fondi privati della Cei e dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio.
«Va sottolineato l’importante ruolo avuto nella fase di preparazione all'esecuzione dei lavori da don Stefano Zanella, direttore dell'Ufficio tecnico dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, dal prof. Aniello Zamboni, infaticabile promotore e conoscitore della storia comacchiese e soprattutto dal vescovo Negri senza il quale questo intervento di recupero di una delle più importanti testimonianze di architettura religiosa della nostra città non sarebbe stato possibile», conclude Bellini. Un Museo, dunque? «Non sono tenuto a dire nulla - dice Bellini sorridendo - Quello che so è che Comacchio continua riservare sorprese. Ci sono meraviglie che vengono fuori in ogni angolo e anche qui si sente profumo di storia, di arte e di cultura».
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