Tresigallo e Rossoni La città del Novecento tra passato e presente
Paese inserito tra il patrimonio industriale da valorizzare Cresce l’idea di dedicare una via o una piazza allo statista
di SAMUELE GOVONI
Fino a poche settimane fa pensare di dedicare una via o una piazza a Edmondo Rossoni era quasi peccato.
C’era chi avrebbe voluto dirlo ma non poteva e c’era chi avrebbe voluto trovare quantomeno il coraggio di farlo. Rossoni dal secondo dopoguerra in poi è sempre stato un tabù, perché? «Perché Rossoni era un fascista». Questa la risposta più frequente. Ora invece pare che qualcosa sia cambiato. La nuova amministrazione comunale non si sbilancia, non fa promesse ma non nega nemmeno che si potrebbe procedere in questa direzione. «Penso che questo splendido paese - spiega Andrea Brancaleoni, sindaco di Tresigallo -debba molto a quell’uomo in qualità di statista e urbanista quindi, perché non rendergli omaggio? Fino ad oggi non abbiamo avuto modo di confrontarci, di fare alcuna delibera ma credo che sarebbe una cosa da fare. Rossoni non è mai stato riconosciuto a dovere; vorrei si potesse fare qualcosa. Al momento - prosegue - abbiamo problemi più impellenti a cui pensare ma di certo valuteremo la possibilità di dedicare una via o una piazza; la volontà c’è». Tresigallo è stato recentemente inserito tra le pagine di Archeologiaindustriale.net, portale virtuale che nasce con l’intento di valorizzare il Patrimonio Industriale italiano attraverso la condivisione di informazioni e il coinvolgimento di esperti e appassionati della materia. Nell’ultimo anno Archeologiaindustriale.net si è costituita in associazione culturale per venire incontro alle esigenze del settore ed operare attivamente sul territorio in maniera più efficace. L’associazione ha ricevuto anche la Menzione Speciale al Premio dell’Unione Europea per il Patrimonio Culturale - Europa Nostra Awards 2016, la più alta onorificenza presente in Europa nel settore del patrimonio culturale e naturale, nella categoria “Category Education, Training and Awareness-Raising”. Un passo avanti importante per la Città del Novecento, reso possibile anche grazie a Stefano Muroni e al suo libro “Tresigallo, città di fondazione” (ed. Pendragon, 2015). Nonostante Tresigallo sia uno dei centri più antichi della provincia, la sua epoca di maggior splendore la vive nella prima metà del Novecento; tra il 1933 e il 1939 quando, Edmondo Rossoni, all’epoca Ministro dell’Agricoltura e Foreste, nativo del posto, conferisce al paese un nuovo assetto urbano, architettonico e industriale. Negli anni Trenta il territorio visse una vera e propria rivoluzione antropologica; gli abitanti da 700 diventarono 9mila, arrivò il lavoro, si costruirono fabbriche e case. La nuova cittadina viene pensata in modo da creare non solo un’indissolubile relazione fra l’abitato e il territorio, attraverso l’industria di trasformazione, ma anche tutta quella complessità di relazioni sociali che fondano l’identità urbana. Ma qual è la principale differenza tra Tresigallo e altre città di fondazione ben più famose come Latina o Carbonia? Il suo maggiore promotore: Edmondo Rossoni. Rossoni aveva a cuore il paese, nonostante avesse girato il mondo come sindacalista e rivoluzionario, non aveva mai dimenticato il suo piccolo borgo natio, che sognava di trasformare in qualcosa di grande. Oggi di quei sogni di gloria restano ancora tanti esempi in pietra. Gli edifici, alcuni purtroppo veramente malmessi, rappresentano una città forse utopica; una testimonianza della nostra Storia che, comunque, andrebbe preservata.
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