Le lunghe giornate d’attesa delle adolescenti
Sono arrivate da tutt’Italia in treno, pronte a passare la notte per strada
FERRARA. Zaino, telo da mare, cellulare e una maglietta di ricambio. Sono arrivate alle 13 (di ieri), hanno aspettato che aprisse la biglietteria ed hanno preso i primi sei biglietti per il concerto di Benji e Fede di questa sera. Maria Luisa, Erika, Anna, Giuslia, Francesca e Elena hanno intenzione di dormire per terra per poi posizionarsi, appena possibile, proprio sotto al palco. Solo due di loro sono maggiorenni e la più piccola ha tredici anni.
«Non è la prima volta che lo facciamo - dice con ostentata sicurezza Francesca - Per loro questo e altro. Siamo abituate a dormire per strada, ad aspettare con qualsiasi tipo di tempo. Sappiamo tutto di loro». Anche che sono al mare a Lido degli Estensi? «No, oggi no - risponde senza dubbi Giulia - Oggi sono in sala di registrazione a Milano, stanno preparando un nuovo disco. Hanno fatto un video, li abbiamo visti». «Fede quando viene al mare sta a casa di un suo amico - spiega Elena - lo ha detto lui».
Per chi non lo sapesse, Benji e Fede sono in continuo contatto con i loro fan. Diverse volte al giorno registrano video, postano foto e fanno le dirette Facebook. Vivono una vita virtuale stabilendo così una sorta di contatto continuo, sono quasi amici, anzi «più che amici - fa coro Chiara (che nelle foto non compare) - Noi sappiamo tutto di loro. Ci danno il buongiorno quando si svegliano, facciamo colazione con loro. Io una volta sono stata fortunata e hanno anche risposto a un mio commento».
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Una delle ragazze ci passa la mamma al telefono, «Finalmente parlo con un adulto - dice la signora - Mi può dire se ci sono forze dell’ordine in piazza? Almeno sto un po’ più tranquilla. Ferrara non è una città pericolosa, poi loro sono prudenti però non si sa mai...Mi lasci anche il suo numero di telefono. Anzi, lo dia a mia figlia così lo tiene anche lei a portata di mano». «Sì, sì, potete pubblicare foto e video - aggiunge un papà raggiunto sempre telefonicamente - Ma come è la piazza? Siete in centro?». Le ragazzine sbuffano, ridono, scherzano tra loro ma non si muovono dai teli posizionati in terra. «Ho il numero uno, questo significa che sono stata la prima e dico la prima a prendere il biglietto - dice Giulia - Io e Anna veniamo da Bologna, siamo partite questa mattina e ci siamo posizionate qui. Ci resteremo fino a domani. Magari a turno andremo a prendere qualcosa da mangiare, anche in bagno se riusciamo». Francesca ed Elena arrivano da Modena e da Cervia, «siamo qui dalle 13, abbiamo anche scoperto che ci sarà una ltro concerto questa sera (quello di Ferrara Sotto le Stelle, ndr). Speriamo solo non facciano tanto casino, soprattutto domani mattina perché vorremmo riuscire a dormire». «Lei dorme ovunque - dice Francesca di Elena - Qualche settimana fa siamo andate fino in Sicilia, un viaggio lunghissimo ma è la quarta volta che siamo in prima fila negli ultimi mesi. Non potremmo stare senza vederli, senza ascoltare le loro canzoni». E se per caso poteste incontrarli? «Lo abbiamo già fatto - risponde pronta Anna - Noi siamo sempre con loro. Io ero emozionatissima, sono stupendi. Noi li seguiamo ovunque ma in realtà sappiamo tutto di quello che fanno perché li vediamo su internet».
Maria Luisa ed Erika hanno la faccia decisamente stanca: «Non ci togliamo gli occhiali da sole, non è il caso - racconta Maria Luisa - Veniamo da Lecce, abbiamo preso il treno. Un viaggio infinito, di quasi dieci ore. E adesso l’attesa, qui in strada e solo per loro». In piazza, intanto, arrivano i primi fan dei Mogwai, pubblico decisamente diverso, che guarda le ragazzine con occhio sospetto, non riuscendo a immaginare che sono disposte a passare ore interminabili d’attesa incuranti del sole, della gente che passa e di quella che a breve riempirà la piazza. «È il nostro sogno - ripetono quasi in coro - loro per noi sono tutto. Noi siamo felici così e visto quello che fanno per noi ogni giorno, considerate le emozioni che riescono a regalarci, per noi non è e non sarà mai un sacrificio dormire per strada, prendere treni e fare viaggi infiniti».
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