Ieri e oggi, le fotografie dell’Espresso
Una mostra curata da Manfellotto per i 60 anni del settimanale
CINZIA LUCCHELLI. Dopo il successo al Vittoriano di Roma, la mostra “La nostra storia – Ieri e oggi nelle fotografie de l’Espresso” apre a Milano (Palazzo Reale, dal 12 luglio all’11 settembre, ingresso gratuito) con una novità: uno spazio dedicato a “Milano Capitale”, un racconto per immagini della città, dal boom economico all’Expo. L’idea, spiega Bruno Manfellotto, già direttore de l’Espresso e curatore della mostra, «non è quella di celebrare la straordinaria vicenda di un settimanale che ha fatto epoca, e che il 2 ottobre scorso ha festeggiato i suoi primi sessant’anni, bensì raccontare le stagioni che il giornale ha attraversato e testimoniato utilizzando le immagini (quasi tutte d’autore) pubblicate, commissionate e anche non utilizzate e archiviate: un materiale immenso e davvero fuori del comune, ricco di pezzi unici e di prime copie di stampa». Un racconto della storia del giornale e insieme del Paese e del mondo, dunque, dal Dopoguerra a oggi, che si dipana attraverso cinquecento immagini storiche («un dolore scartare e scegliere!», dice Manfellotto) scattate da maestri della fotografia e da noti reporter, ma anche attraverso copertine famose e filmati di repertorio delle cineteche Rai. Si passa dalla povertà del Sud Italia («L’Africa in casa», il titolo dell’inchiesta del 1959) al Vietnam nelle foto dal fronte di Dana Stone; c’è Silvio Berlusconi ritratto nel 1977 da Alberto Roveri con una pistola sul tavolo; e poi la campagna contro l’aborto clandestino («Aborto: una tragedia italiana» il titolo di una copertina in cui compariva una donna incinta in croce, in uno scatto di Dante Vacchi); gli ospedali psichiatrici nel reportage di Mauro Vallinotto. Ancora, misteri e scandali che hanno segnato l’Italia come il caso Sifar e il piano golpista del generale De Lorenzo; gli omicidi e i grandi affari della Mafia. Fino ad arrivare ai giorni nostri con le minacce del terrorismo internazionale e il dramma dei migranti. Il percorso non è cronologico ma diviso per temi, articolato in singole sezioni per cogliere via via i punti di svolta e i cambiamenti nella politica, nell’economia, nella società. Si comincia da “C’era una volta il boom”, si finisce con “Salvare il pianeta”, dunque con il racconto dell’ambiente messo a dura prova dall’azione dell’uomo e delle sue drammatiche conseguenze. In mezzo “Cadono i muri”, “La rabbia, la rivolta, il piombo”, “Per più diritti civili”, “Misteri e scandali d’Italia”, “L’Italia delle mafie”, “Da Mani pulite all’antipolitica”, “Il terrore cambia il mondo”. La decima stanza, quella in aggiunta rispetto alla selezione romana, è tutta dedicata a Milano.
«“Non solo perché ci accoglie ospitale - spiega Manfellotto -: basta infatti sfogliare il giornale, osservare le immagini che ne illustrano i servizi, e dunque ripercorrere gli eventi di questi decenni per rendersi conto di quanto la “capitale morale” abbia pesato nella storia del Paese, e non solo».
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