La Nuova Ferrara

Quei venti giorni che fummo capitale

di GIAN PIETRO ZERBINI
Quei venti giorni che fummo capitale

La rassegna storica ruota attorno al soggiorno di Vittorio Emanuele II a Ferrara, 150 anni fa

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di GIAN PIETRO ZERBINI

Ferrara capitale d’Italia per 20 giorni. Un titolo che la città estense in effetti ufficiosamente può fregiarsi in quanto dal 12 luglio 1866 al 31 luglio dello stesso anno, il re Vittorio Emanuele II soggiornò a Ferrara. Si trasferì con urgenza da Firenze - dove aveva spostato la capitale da Torino nel 1865 - per seguire da vicino le delicate vicende della 3ª guerra d’Indipendenza. Il re Galantuomo, dopo la sconfitta italiana nella battaglia di Custoza del 24 giugno 1866, decise di andare a Ferrara e si stabilì appunto per tre settimane a Palazzo Strozzi Sacrati, da allora chiamato Palazzo Reale, dove c’era il quartier generale dell’esercito italiano.

La mostra, curata da Davide Mantovani con la collaborazione della direttrice del museo del Risorgimento Antonella Guarnieri e con l’aiuto volontario di Elena Ferraresi, ripercorre quel preciso periodo storico, di grandi cambiamenti risorgimentali e in piena epopea garibaldina. Sono stati raccolti e selezionati documenti, anche con il contributo determinante di privati che hanno accolto l’invito degli organizzatori.

«Devo ringraziare - dichiara la direttrice Guarnieri - quanto hanno prestato documenti cartacei, immagini, cimeli di quel periodo storico e spero che questa collaborazione possa continuare per il bene della ricerca storica».

«È una delle mostre più complete di quel periodo mai allestite prima a Ferrara - afferma il curatore Davide Mantovani - siamo riusciti a recuperare lettere, fotografie, ritratti, cimeli, di quegli anni fondamentali per il giovane Stato Italiano e che hanno visto Ferrara al centro della scena politica e militare».

Alle pareti troviamo ritratti che si sono stati forniti da pronipoti, come il garibaldino ferrarese Gaetano Turchi, il copparese Ferdinando Campanati o il caso di Filippo Sega, antenato dalla famiglia Felloni di Ferrara. Ci sono carteggi provenienti da Cento, Copparo e Comacchio ed è stato trovato quindi anni fa in un casa di Ferrara una stampa dell’epoca raffigurante re Vittorio Emanuele II. Molti reperti sono di proprietà della stesso curatore Mantovani che recentemente è riuscito a comprare su eBay un documento che ritiene di importanza storica elevata per Ferrara, ovvero il documento dei 686 volontari garibaldini di Ferrara. L'iniziativa è dedicata alla memoria di Gianna Vancini.

La mostra, che si inaugura oggi alle ore 11, sarà visitabile dal 9 al 31 luglio 2016, dal martedì alla domenica: 9,30-13 e 15-18.

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