L’opera è un viaggio alla ricerca di un mondo sfumato
“Colpa di comunismo” è dedicato a Rina, la madre di Elisabetta Sgarbi e al mondo che la sua malattia aveva all’improvviso illuminato: il mondo delle badanti. Qui tre donne rumene: Ana, Elena, Micaela....
“Colpa di comunismo” è dedicato a Rina, la madre di Elisabetta Sgarbi e al mondo che la sua malattia aveva all’improvviso illuminato: il mondo delle badanti. Qui tre donne rumene: Ana, Elena, Micaela. Sono in Italia da diverso tempo, ma solo Micaela ha un lavoro. Ana e Elena lo hanno perso, le persone che curavano sono morte, e la crisi economica non facilita la loro ricerca. Se non riescono a trovare una occupazione, dovranno presto tornare in patria dai loro figli, dalle loro famiglie, che mantengono a distanza, e che non vedono da molto tempo. Micaela, la più giovane, la più scaltra, la più seduttiva decide di aiutare le due amiche e, insieme, iniziano un viaggio nella fitta rete di comunità rumene in Italia, alla ricerca di una possibile occupazione. Per le tre donne sarà l'occasione di vivere una eccezione, di rompere le regole della loro vita quotidiana e di saldare un rapporto di complicità e di amicizia. Per la regista il loro viaggio è la scoperta di un mondo sfumato, imprendibile, sfaccettato, in parte segreto, in bilico tra amore e rigetto per una patria, una tradizione, una ideologia politica che li ha allevati e il cui crollo li ha costretti alla fuga.
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