Il mistero dell’ultimo volo raccontato da Folco Quilici
Il documentario del regista ferrarese presentato all’Apollo nel 2011 Un mix tra cinegiornali d’epoca e nuove riprese per ricostruire un pezzo di storia
Ferrara nel 2011 consegnò a Folco Quilici, scrittore e documentarista, figlio di Nello, amico intimo di Italo Balbo, il premio “Mirto Govoni”.
In quell’occasione presentò alla città “L’ultimo volo”, documentario che racconta la controversa figura di Italo Balbo e dei suoi ultimi giorni. «Ho fatto un lavoro di ricerca che mi ha portato a visitare gli archivi di Francia, Inghilterra e Egitto, oltre che quelli dell’Istituto Luce», aveva spiegato il regista poco prima della proiezione all’Apollo. “L’ultimo volo” è il frutto di un montaggio attento e curato. Quilici ricostruisce frammenti di storie, vicende personali e politiche, ponendo fianco a fianco estratti di cinegiornali d’epoca e immagini girate ai giorni nostri. «Le pellicole dei cinegiornali mostravano la nostra potenza bellica come invincibile. Le ho smontate e rimontate tenendo conto di settant’anni di storia e di studi, dimostrando che la nostra offensiva era piuttosto debole e sprovvista di armamenti», aveva spiegato sempre in quell’occasione. Nel corso dei cinquanta minuti, si vede un Balbo colonizzatore, aviatore, grande ideatore e soprattutto, un Balbo contrario alla guerra e alle leggi razziali; un Balbo “scomodo”. Sull’ultimo volo del ferrarese divenuto governatore della Libia erano in nove. Morirono tutti. Tra questi, c’era anche il padre di Folco, Nello Quilici, il quale aveva il compito di scrivere un diario di guerra. Quando il diario fu ritrovato, dopo l’incidente, era mancante delle pagine che annotavano gli ultimi quattro giorni. Quei documenti non furono mai ritrovati. Sabotaggio? Forse. Il regista ha voluto concentrare il racconto solo su una parte della storia di Balbo, tralasciando lo la violenza della prima ora che, però, c’è stata e non va dimenticata.(s.g.)
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