La Nuova Ferrara

Addio a Anna Marchesini Era la regina della comicità

L’attrice è morta a 62 anni dopo aver lottato contro una rara forma di malattia Dagli sketch in tv con il Trio ai monologhi a teatro: umorismo acuto e mai volgare

2 MINUTI DI LETTURA





Sono passati una trentina d’anni eppure gli sketch del Trio Marchesini-Solenghi-Lopez fanno ridere a crepapelle come allora. Non c'è da vergognarsi, «anzi è il suo ultimo regalo», dice Tullio Solenghi. Nel giorno in cui Anna Marchesini scompare, senza aver compiuto 63 anni (era nata ad Orvieto il 19 novembre 1953 e lì è morta ieri mattina), con un epilogo che ha messo fine alla lunga dolorosissima infiammazione cronica che l’aveva colpita, l’artrite reumatoide, improvvisamente la sua potenza di attrice, con il dono dell’ironia e della comicità unito alla formazione classica all’Accademia Silvio d’Amico, riemerge. Anna Marchesini, autrice oltre che attrice, è stata come poche interprete brillante e ironica, la forma più alta d’intelligenza. In anni, almeno televisivamente meno sguaiati, le sue lezioni di sessuologia, tanto per ricordare uno degli sketch più celebri, fecero ridere l’Italia senza volgarità, parlando di temi all’epoca tabù.

Un umorismo acuto, sottile, di grande effetto, come quando si faceva interrogare in un fantomatico processo da Solenghi e Lopez e lei non poteva giurare «siccome che sono cecata», o interpretava la suora baffuta, la Lucia contrita dei Promessi Sposi, una delle sorelle Carlucci o la stressatissima signora Flora. Si era diplomata all’Accademia a Roma nel ’79, incontrando poi Mario Maranzana e Mario Scaccia. Nell’82 in Svizzera in un programma per gli italiani incontra Tullio Solenghi, mentre in una sala di doppiaggio di cartoni animati risale la conoscenza di Massimo Lopez. Comincia il Trio, un affiatamento incredibile tra tre attori diversi, che dalla radio Helzapoppin Radio Due, diventano una puntata dopo l’altra l’appuntamento cult del sabato mattina.

Al geniale Enzo Trapani si deve il loro debutto in tv, con Tastomatto nel 1984 ma è con il talent scout di sempre, Pippo Baudo, che i tre sfondano: prima Domenica in, poi Fantastico 7, 1987: è il top della popolarità, l'anno in cui l'imitazione di Khomeini arriva a provocare un incidente diplomatico, incredibile ma vero, con l'Iran degli ayatollah. Poi il teatro: Allacciate le cinture di sicurezza, al Sistina di Roma, tutto esaurito, 1988, poi le 5 puntate su Rai1 dei Promessi Sposi spacca Auditel (13 milioni la fantasmagorica media d’ascolto) e nel ’90 di nuovo a teatro, al Sistina con la fila fuori e poi per tre anni in giro per l’Italia, In principio era il Trio. Poi, le strade si dividono: Marchesini è protagonista di altri spettacoli e altre tournée. E poi i monologhi - tra i tanti Parlo da sola, Una patatina nello zucchero, fino alle Due Zittelle. Costretta dalla malattia a diradare il teatro, aveva cominciato a scrivere libri.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google