Chiude oggi la mostra sui venti giorni di Ferrara capitale
Tante le storie raccontate nella mostra che chiude oggi i battenti (9,30-13 e 15-18). Si parte dall’uniforme della “Piemonte Reale Cavalleria” appartenuta a Scipione Mayr, unico figlio maschio di...
Tante le storie raccontate nella mostra che chiude oggi i battenti (9,30-13 e 15-18). Si parte dall’uniforme della “Piemonte Reale Cavalleria” appartenuta a Scipione Mayr, unico figlio maschio di Carlo Mayr e combattente nel '66 nella battaglia di Custoza, dove rimane ferito e per questo riceve la medaglia d'argento. Vi è poi la storia del fornaio Gaetano Turchi, arruolatosi volontario a 22 anni, con documenti prestati dal discendente Marco Turchi, o il caso di Ferdinando Campanati. Proseguendo, la storia di Ugo Turbiani, staffetta a cavallo, che racconta il suo incontro con Garibaldi, e Filippo Sega, del V reggimento Bersaglieri, avo di Giulio Felloni, presidente Ascom Ferrara - che ha prestato per la mostra documenti sulla carriera militare di Sega - e del fratello Giancarlo, gestore del negozio in via Canonica. Spostandoci a Cento, vi è Antonio Parmeggiani con alcuni suoi cimeli (il berretto garibaldino e un puntale di bandiera) prestati dal discendente Mario Parmeggiani (grazie a Maria Teresa Alberti), e Federico Cantori, avo di Fulvio Cantori, sindaco di Cento dal 1973 al 1978. Un'annotazione spetta anche a Enea Cavalieri, ebreo ferrarese classe ’48 che va a combattere, appena 18enne, volontario nei Bersaglieri, e a Nino Bonnet, un cui discendente è Pier Antonio Bonnet, dal 2009 giudice unico di Città del Vaticano, e quindi in prima linea nei recenti processi saliti agli onori della cronaca. C'è poi la storia di Antonio Cavalieri Ducati, ultimo di quattro fratelli comacchiesi, tutti combattenti. Antonio, classe 1853, nel 1926, poco prima di morire, aiuta i tre figli a costituire la Società Scientifica Radio Brevetti Ducati, dalla quale nella seconda metà del ’900 nascerà la Ducati Motor Holding Spa.
Un documento in particolare è degno di nota: «L’ho comprato su Ebay circa quattro mesi - spiega Davide Mantovani -, è il registro di arruolamento dei 686 volontari del distretto di Ferrara (di cui circa 160 di origine veneta), che equivalevano a più di tre quarti degli arruolati totali. In questo documento oltre a nome e cognome c'è età, statura, professione e alcune annotazioni, come ad esempio la presenza di rilievi penali». Quasi tutti i documenti esposti - tra cui diverse pubblicazioni, periodici dell'epoca, e una micrografia - sono di proprietà di collezionisti privati, di cui una buona parte appartengono allo stesso Mantovani, il quale intende donarli al Museo, sperando così di incentivare gli altri collezionisti a fare lo stesso.
Andrea Musacci
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