La Nuova Ferrara

L’era delle radio libere locali Quando il mondo era in Fm

di SERGIO ARMANINO
L’era delle radio libere locali Quando il mondo era in Fm

A Ferrara “prima volta” subito dopo la guerra, poi il boom negli anni ’70

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SERGIO ARMANINO. «Amo la radio perché arriva dalla gente entra nelle case e ci parla direttamente e se una radio è libera ma libera veramente mi piace ancor di più perché libera la mente».

(Eugenio Finardi)

Quarant’anni di radio libere, private, locali. Meglio, quarant’anni dalla legge del 1976 che consente le trasmissioni nell’etere, regolamentandole. Un anniversario importante, che va celebrato, anche e soprattutto nel Ferrarese, dove quel fenomeno rivoluzionario ebbe uno sviluppo prolifico, coinvolgendo decine e decine di ragazzi: tecnici improvvisati, dj alle prime armi, giornalisti della piazza del paese. In città, tutti, o quasi, figli di Radio Elle, l’emittente nata all’interno della contrada di Santa Maria in Vado, fucina di conduttori e dj: la maggior parte approdarono poi alla Rei, Radio Estense Informazioni, e a Rete Alfa, poi Teleradio Alfa.

Prima di tutti, però, va citato il caso storico, illegale, risalente a ben 70 anni fa: Radio Ferrara, infatti, nel 1946 nacque per trasmettere il processo a Giuseppe Altini, prefetto della Repubblica di Salò, cronache condotte da Franco Moretti, che parlava in un microfono costruito su un fanale da bicicletta. Era il primo aprile post-bellico e la radio cessò le trasmissioni nell’arco di un mese.

Un nome, quello dell’emittente antesignana, che tornò nella storia estense, uguale o in varie declinazioni: Radio Ferrara Centrale e Radio Ferrara 2000.

Ma in città è passato anche altro: Radio Etere, Radio Dolce Vita, Radio Gibi 91, Radio Base Moreno, Onda Radio Libera che trasmetteva da Francolino, fino alle già citate e più recenti. Trasmissioni anche dalla provincia, con un bell’impulso nel Copparese (ne scriviamo a parte), fino all’indimenticabile Radio Lidi e, sconfinando appena oltre Po direzione Rovigo, a Radio Jam, nata al Popsy e che ha visto passare per i suoi microfoni voci e volti noti della vita notturna estense.

Cos’hanno in comune tutte queste emittenti? Beh, che non esistono più. Chiuse, tutte. E con esse è finito anche lo spirito che ne animò la nascita, fatto di anticonformismo (pensate alla Rai ingessata di quegli anni), di controinformazione, di musica ribelle (per citare ancora Finardi), di ricerca d’innovazione, ma anche di tanta voglia di divertirsi. Ne è rimasta solo una (e anche di questa ce ne occupiamo a partte), Radio Sound di Codigoro. Fra ricordi e anche un po’ di commozione, abbiamo rintracciato e intervistato alcuni interpreti dell’epopea dell’etere ferrarese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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