La Nuova Ferrara

Dall’Austria a Ferrara nel nome della musica e del feeling col pubblico

Dall’Austria a Ferrara nel nome della musica e del feeling col pubblico

Mozartband: riusciamo a fondere stili molto diversi tra loro Who Cares?: suoniamo per divertirci, questo è ciò che conta

2 MINUTI DI LETTURA





La Mozartband è uno dei 4 gruppi che rappresentano l’Austria e, a ben vedere, ne interpretano l’anima più classica, suonando quella musica che subito associamo al paese mitteleuropeo: la musica di Wolfang Amadeus Mozart.

La band è composta da 3 musicisti, di cui un soprano. A ricostruire la storia del gruppo è Wolfang Staribacher, che suona la fisarmonica. «Il gruppo esiste da 20 anni. Tutto è cominciato quando ho pubblicato un disco che aveva riscosso un discreto successo e che mi ha permesso di fare, per un paio d’anni, ciò che mi piaceva». La musica di Mozart è riarranggiata in termini di ritmo e suoni moderni. «Abbiamo dovuto imparare a capire il linguaggio musicale di Mozart che aveva elementi stilistici precisi e speciali e un linguaggio musicale particolare». La scelta dei musicisti come è avvenuta? «Ho cercato musicisti che dovevano essere bravi sia nella musica classica sia nel rock, e ho fatto provini a 70 musicisti e 40 cantanti. Alla fine siamo riusciti a creare una band, in grado di mettere insieme stili musicali così diversi». Prima volta al Ferrara Buskers Festival? «No, questa è la quarta! Anche se in precedenza avevamo altri musicisti e altri strumenti. La prima volta a Ferrara eravamo addirittura senza il cantante».

Altri rappresentati austriaci sono gli Who Cares? La band è capitanata da Peter del Bello,romano trasferito a Vienna per amore. «Quando sono arrivato a Vienna, ho suonato con amici italiani, con un repertorio che includeva pezzi Bob Dylan, Rolling Stones, e musica italiana. Poi nel 1995 ho conosciuto amici viennesi, anche loro fans di Bob Dylan, che organizzavano il raduno annuale sul cantautore americano.Per quell’occasione abbiamo formato una band. Doveva essere un fatto occasionale, e invece abbiamo deciso di continuare a cantare e ci siamo esibiti nei locali di Vienna».

Dal 1995 a oggi qualche elemento è cambiato, ma l’entusiasmo no. «È la prima volta che veniamo al Buskers Festival, ne abbiamo sentito parlare bene da amici e siamo entusiasti di partecipare. È un’occasione per conoscere altre persone e altri stili». Perché questo nome così curioso? «Noi non siamo professionisti, ci interessa trasmettere feeling e entusiasmo. Non importa dunque se sbagli la nota, ciò che conta è divertirsi». Cos’è per voi la musica? «Una forma di espressione, un mezzo per trasmettere sentimenti anche con canzoni che sono rimaste nel cuore». E conclude: «Nella vita facciamo altro. Il più bravo di tutti è Karl Gedlicka, il chitarrista, Wilhelm dopo una pausa è tornato e suona la batteria, Pedro Hernandez, cileno, suona folk sud americano, Roman la chitarra e voce».

Veronica Capucci

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google