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canzoni d’altri tempi

Radiocorriere swing e gli anni ’30 Dal trio Lescano a Stanlio e Ollio

Radiocorriere swing e gli anni ’30 Dal trio Lescano a Stanlio e Ollio

Nati come gruppo due anni e mezzo fa, il Radiocorriere Swing, è un duo proveniente da Aosta, composto da Marta Abatematteo, all’armonium e voce, e Luca Gambertoglio, al contrabbasso. «Prima della...

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Nati come gruppo due anni e mezzo fa, il Radiocorriere Swing, è un duo proveniente da Aosta, composto da Marta Abatematteo, all’armonium e voce, e Luca Gambertoglio, al contrabbasso. «Prima della costituzione del gruppo, c’è stato un progetto, iniziato 3 anni fa», spiga Marta. «Luca e io ci siamo conosciuti per lavoro, dato che entrambi siamo musicisti e esperti di didattica musicale per i bambini, nello specifico per la fascia che va da 0 a 5 anni, e di musica in gravidanza. Abbiamo scoperto di avere in comune l’interesse per la musica degli anni ’30. Abbiamo usato le canzoni del periodo anche per un progetto con i bambini alle elementari. Nel nostro repertorio ci focalizziamo sui brani italiani anni ’30, fino ai primi anni ’40. Sono brani che sono stati cantati anche dal celebre trio delle sorelle Lescano». Li avete arrangiati o siete rimasti fedeli musicalmente? «Abbiamo mantenuto le melodie originali, riadattandoli un po’ al duo, dato che non abbiamo l’orchestra. Ma il più possibile abbiamo mantenuto fedeltà all’originale». Perché avete scelto questo repertorio, così originale? «Sono ricordi che ci legano all’infanzia. Luca per esempio, aveva il ricordo dell’ukulele nei film di Stanlio e Ollio. Poi anche gli strumenti si legano bene allo swing. Il contrabbasso ad esempio». Marta è pianista ma ha optato per l’armonium, «uno strumento a pedali, un piccolo organetto che per far uscire il suono devi pedalare». Anche l’abbigliamento dei musicisti richiama quell’epoca: «Ci vestiamo in stile vintage, per ricreare l’atmosfera»,continua Marta. Questa è la prima volta che il duo si esibisce al Buskers Festival come gruppo invitato, ma lo scorso anno aveva partecipato come accreditato, e «ne siamo rimasti entusiasti», spiega la pianista. Cosa vi aspettate dal Festival? «Di piacere, di conoscere persone nuove e magari di avere critiche e stabilire contatti». Cosa rappresenta per voi la musica? «È più di una ragione di vita e più che una passione, è qualcosa di cui non pssiamo fare a meno».(v.c.)

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