Threeworlds alla corte estense con il loro pop made in Russia
La band russa Threeworlds,composta da tre sorelle, Dyana, Yana e Alena, e dal marito di una di loro, partecipa per la seconda volta al Buskers Festival. Lo scorso anno sono intervenute come...
La band russa Threeworlds,composta da tre sorelle, Dyana, Yana e Alena, e dal marito di una di loro, partecipa per la seconda volta al Buskers Festival. Lo scorso anno sono intervenute come accreditate, mentre quest’anno hanno fatto il grande salto e sono state invitate dall’organizzazione. La band fino allo corso anno si chiamava Triobardac, con un altro batterista, poi alle tre sorelle si è aggiunto il marito di Alena, Vladimir, che da quest’anno suona la chitarra. Con noi parla Alena, che è un po’ sconsolata perché all’aeroporto le hanno smarrito i bagagli. Nonostante lo spiacevole disguido, Alena e Vladimir, si prestano volentieri a parlare di musica e della loro band. «Siamo 3 sorelle, Diana suona l’arpa e canta, Yana il fagotto, il sintetizzatore, il flauto e canta e io la tastiera e canto. Mio marito suona la chitarra». Che genere di musica fate? «Pop, cover, brani di musica internazionale, mixati con musica etnica, celtica, pop, e classica», spiega Alena. Siete musicisti di professione? «Sì, siamo buskers tutto l’anno. La musica è il nostro lavoro. Ci esibiamo nelle strade, nei concerti e siamo stati anche in Cina, tre mesi fa». Quali aspettative avete da questo Buskers Festival? «Per me è interessante partecipare per conoscere altri stili musicali e altre persone. Il Buskers Festival è un’opportunità anche per la nostra professione», spiegano Alena e Vladimir. Cos’è per voi la musica? «La musica è la nostra vita. Senza non siamo niente», rispondono marito e moglie. A sentire loro in effetti, la musica devono proprio averla nel sangue. «Mio marito Vladimir suona la chitarra da 10 anni, ma lo fa per hobby, invece io suono da quando avevo 4 anni. Giriamo l’Europa per esibirci in concerti e nei festival musicali. Quello che mi piace di più è il feeling che si instaura con il pubblico. La musica è per tutti, dal bimbo piccolo all'anziano, è un linguaggio universale», conclude Alena, che esce alla ricerca di un microfono.(v.c.)
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