Musica e baldoria, la città mostra il suo volto
Con il magistero di un capitano di lungo corso l’edizione Buskers 2016 rintocca le prime note, ed è come l’aprirsi di un sipario, lo sfogliare i petali di una rosa per assaporarne l’aroma, la...
Con il magistero di un capitano di lungo corso l’edizione Buskers 2016 rintocca le prime note, ed è come l’aprirsi di un sipario, lo sfogliare i petali di una rosa per assaporarne l’aroma, la dissolvenza in apertura di un grande classico cinematografico. La gente, assorta, con la sensazione di aggirarsi tra le quinte delle prove di un concerto, la creatività pura, vulcanica, senza orpelli, suonata in maniche corte e pantaloncini da spiaggia anziché attillata e incravattata. Sono note tutte diverse, ma ugualmente raffinate, si va dal magistero dei Die Wandervögel e della loro rivisitazione di grandi classici ottocenteschi in una chiave dinamicamente moderna, ci sono le battute “da baracca”, balcaniche e riccamente strutturate, dei Peppe Millanta & Balkan Bistrò, il flamenco contaminato, spropositatamente coinvolgente, dei Tablao Sur, che hanno il sangue per tre quarti andino ma lo spirito che deve avere animato il vecchio Gaudì. Peccato per la pioggia, ma dietro e sopra tutto c’è comunque la magia della Città, che forse, un giorno, qualcuno di noi riuscirà a descrivere con le parole adatte. La Città che proprio in questi giorni, in una versione spuria, invasa, violentata, mostra il suo vero volto, quello che deve essere stato nelle baldorie cinquecentesche. Sembra quasi vederla sorridere, sotto i baffi. Anche, in fondo in fondo, con la benedizione del Girolamo.
Riccardo Corazza
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