«Cerco una stanza definitiva per la collezione»
Marchi e imprese. Intervista al critico d’arte ferrarese Un migliaio di pezzi di pittura e scultura (e la biblioteca)
Sgarbi, da che cosa è originata questa joint venture con il Centro Studi & Archivio Ligabue?
«Dalla logica. Nel senso che tutte le mostre di Ligabue e del Museo della Follia che Agosta Tota ha realizzato mi hanno visto come curatore. La collaborazione è lunga e rodata. Avendo avuto sei mesi fa il riconoscimento di Fondazione della collezione Cavallini Sgarbi si è pensato che per tutte le opere e le attività dedicate a Ligabue e Ghizzardi debba esserci una relazione. Ogni volta che Agosta Tota fa una mostra di Ligabue consente di potere aggiungere, in virtù della mia notorietà e della Fondazione legata al mio nome, anche il logo della Cavallini-Sgarbi».
Da un punto di vista organizzativo possono abitare un Ghizzardi con un Cagnacci, un Bastianino con un Ligabue?
«No, perché sono cose diverse. Lui, Agosta Tota, non appare quando esponiamo la mia collezione, io invece appaio quando lui propone il Museo della Follia».
Però ora c'è un legame solido tra Ro Ferrarese e la reggiana Guastalla.
«Sì, ora le Fondazioni sono parallele. Nel suo insieme, per spiegarmi, si tratta di un’impresa non reciproca. Io appoggio la sua Fondazione, lui non appoggia la mia».
È una forma sperimentale e innovativa nel quadro italiano?
«Certo, immagino di sì, perché nel nostro caso si legano una Fondazione e un nome. Il mio è il nome di una persona, quell’altro è il nome di una Fondazione. In questo caso c'è un effetto di ridondanza: alla prossima mostra di Ligabue il visitatore capirà leggendo il materiale informativo che è promossa anche dalla Fondazione Cavallini-Sgarbi. Come controparte ho avuto semplicemente in legato un’opera di Ligabue: l’artista di Gualtieri è un autore entrato nella Fondazione di Ro Ferrarese, con tutti gli altri».
Qual è il futuro della Cavallini-Sgarbi di Ro Ferrarese?
«Direi che è immediato. Nel senso che la Fondazione ha una mostra che gira per l’Italia e la prossima tappa dopo Osimo, e che ha per titolo “Lotto, Artemisia, Guercino. Le Stanze Segrete di Sgarbi”, sarà probabilmente Mantova. Stiamo verificando. Un altro blocco di settanta opere andrà a Cortina. Infine c’è una terza ipotesi di un legato durevole a Villa Alba, vicina al Vittoriale, a Gardone, con opere di fine Otto e inizio Novecento. Infine tra Ferrara, Venezia, Trieste, non so dove, dovrà trovare stanza definitiva la Fondazione con la collezione e la biblioteca».
Quanti sono i pezzi della Cavallini-Sgarbi?
«Quelli da esporre circa un migliaio. In tutto migliaia».
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