Sul Po da Ro a Reggio Sgarbi e Ligabue alleati
Centro Studi & Archivio di Agosta Tota con la Fondazione Cavallini-Sgarbi Mettono insieme i brand per le mostre dedicate a Toni e Ghizzardi
di STEFANO SCANSANI
Chiusi e liberi nelle loro golene di Gualtieri e Boretto, i pittori matti Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi in vita mai e poi mai avrebbero immaginato di finire in Umbria o in Sicilia. Come miti da esporre, così incatalogabili da meritare imponenti cataloghi, lontani dal loro Po e dai pioppi. Capita anche a Ro Ferrarese, che guarda caso sta dall’altra parte del “filo liquido”, che è sempre il grande fiume, alla stessa latitudine dei due pittori matti reggiani. A Ro Ferrarese ha sede la Fondazione Cavallini-Sgarbi che ora per l’Italia deambula con mostre che fanno appunto andirivieni dalla rinascenza e il Novecento. La collaborazione del Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue e la Fondazione Cavallini-Sgarbi da qualche giorno è diventata un’alleanza formale di marchi, relazioni, iniziative, imprese espositive ed editoriali. La prima è stata creata nel 1983 a Parma dal guastallese Augusto Agosta Tota; la seconda fatta crescere dal critico e storico dell’arte in nome dei genitori (la madre Rina Cavallini e il padre Giuseppe). L’attività di scambio è cosa fatta: le due istituzioni hanno concordato di procedere congiuntamente nella realizzazione di progetti e iniziative con la denominazione che sarà “Fondazione Cavallini Sgarbi - Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue di Parma”. Agosta Tota dice che la stagione è molto impegnativa per le due organizzazioni emiliane. Innanzitutto è caratterizzata dall’ intensa collaborazione più che decennale con Vittorio Sgarbi, anima della Fondazione, che ha portato a mostre importanti, ultime quelle al Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci a Fontanellato, lo scorso anno, e a Gualdo Tadino, ora fino al 30 ottobre, ma anche ad accostare Ligabue e Ghizzardi con il “Museo della Follia”, creato da Sgarbi, come nella esposizione di Mantova, al Palazzo della Ragione, e al Castello Ursino di Catania ora, fino al 23 ottobre prossimo. alla Fondazione Cavallini-Sgarbi. Questa, a sua volta, ha in corso a Osimo, in palazzo Campana, la mostra “Lotto, Artemisia Guercino. Le Stanze Segrete di Vittorio Sgarbi”, prorogata fino all'8 gennaio 2017, che presenta 120 capolavori della collezione del critico. La fusione è stata suggellata da un accordo che ha proprio nelle parallele finalità le premesse prima di tutto nella stima reciproca e nell'amicizia tra Augusto Tota e Sgarbi. Il che è tutto dire, considerando il carattere, l’eccentricità, la personalità del critico. E poi Agosta Tota, all’ombra della statua guastallese di Ferrante Gonzaga, sottolinea il totale apprezzamento del critico per gli artisti sostenuti e proposti da sempre dal Centro Studi, & Archivio quindi in alcune finalità comuni. «Entrambe le istituzioni hanno lo scopo di basare la propria attività sui metodi della ricerca - spiega l’editore reggiano -, e quindi hanno un progetto propositivo di educazione alla bellezza e alla qualità artistica, una particolare attenzione al collezionismo, si rapportano, ad ampio spettro, con l'esterno con esposizioni, mostre, conferenze eventi e quanto possa permettere il raggiungimento dei fini di diffondere la cultura e la conoscenza artistica». La notizia di questa alleanza conferma che Antonio Ligabue (e con lui gli altri creativi della Bassa) ha molte vite, e la sua fortuna inestinguibile è data anche da sempre nuove imprese. E pensare che lo sceneggiato Rai di Salvatore Nocita con Flavio Bucci è andato in onda nel 1977. La bellezza di quasi quarant’anni fa.
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