Un misto di cuore musica e parole Questa è la magia
Provo a chiederlo a Carlos, andino, professione chitarrista ritmico, una cinquantina di anni, gli occhi che luccicano di ebbrezza sotto un reticolo di piccole rughe, regalo del Tempo. Lo intercetto...
Provo a chiederlo a Carlos, andino, professione chitarrista ritmico, una cinquantina di anni, gli occhi che luccicano di ebbrezza sotto un reticolo di piccole rughe, regalo del Tempo. Lo intercetto dopo lo spettacolo, disteso su una panchina, a godersi il riposo con una birra in mano. “La música es como una mujer celosa, si no haces caso, te dará la espalda”, mi dice, la musica è come una moglie gelosa, se la trascuri ti volta le spalle. Mentre sto per attaccare con Garcìa Marquez, chi meglio di lui per parlare di donne, delusioni, sbornie epocali, lui mi zittisce. Mi dice, usando le mani, che non servono gli occhi. Poi se ne posa una sul cuore. El corazon, dice. Il cuore. La mente va alle note intercettate nel pomeriggio, i The Dark Jokes, con la loro epica prog-rock che sa di whisky torbato, a Bennet Cerven dei The Trouble Notes, che ad occhi chiusi e violino in mano tentava di raggiungere qualcosa che era insieme dentro e fuori di lui, perfino ai Konexion Balkon, nel loro genere straordinaria miscela di intrattenimento e talento, e concludo che Carlos ha proprio ragione. Rincasando intercetto anche Scabbia, che sulle panchine di quelli che continuiamo a chiamare “Giardini ex Standa”, strapazza la sua chitarra classica. Mi dico che è vero, la magia è proprio questa, è tutta qui. (r.c.)
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