“Tra note e pallottole” In mostra la musica ai tempi delle trincee
La Grande Guerra vista attraverso canzoni e mandolini Il curatore Trevisani: al fronte anche tanti artisti e musicisti
di SAMUELE GOVONI
Non è insolito sentire frasi del tipo “la musica mi ha salvato la vita” o “senza la musica non ce l’avrei mai fatta”. Per alcuni questo è ed è stato particolarmente vero. Basti pensare agli immigrati italiani che, lavorando nelle miniere di carbone in Svizzera nel dopoguerra, trovavano conforto solo nella musica, come ben racconta Pane e Cioccolata di Franco Brusati con Nino Manfredi.
In questo caso però andiamo un po’ più indietro nel tempo, fino al 1915-1918 ovvero agli anni della Prima Guerra Mondiale. Sì perché, questa mattina alle 11,30 all’archivio storico comunale in via Giuco del Pallone a Ferrara, si terrà l’inaugurazione di “Tra note e pallottole. La musica in guerra”, mostra curta da Enrico Trevisani che propone fotografie, documenti e oggetti d’epoca. «Volevamo fare qualcosa che fosse inerente ai Buskers e - spiega Trevisani - essendo l’Austria la nazione ospite, abbiamo pensato che non poteva esserci mostra migliore di questa. Visto che siamo anche all’interno del centenario della Grande Guerra». L’allestimento verrà inaugurato alla presenza del vicesindaco e assessore alla cultura Massimo Maisto e dei responsabili dell’associazione Ferrara Buskers Festival. «La musica - prosegue il curatore - è un linguaggio mondiale e universale. In trincea combatterono, vissero e morirono tanti giovani soldati che nella vita facevano tutt’altro. Al fronte andarono anche attori, musicisti e artisti di vario genere; persone che nella vita civile, per professione o per diletto, erano vicine alla musica. In alcuni momenti si cercava un po’ di spensieratezza attraverso canzoni e melodie che riportavano i soldati a casa, almeno con la mente».
In parete, tra i vari oggetti c’è anche un mandolino che non solo risale a inizio Novecento, ma che è stato proprio in trincea. E magari attraverso di esso si sono pure salvate delle vite. Chissà. Del resto la Grande Storia, è fatta di milioni di piccole storie spesso e volentieri sconosciute o dimenticate. «Abbiamo anche diversi numeri di “Giornali di Trincea” che ci sono stati gentilmente concessi dal genovese Francesco Maggi, che detiene la più grande collezione di queste riviste. In più - prosegue Trevisani - i turisti, ma anche i ferraresi, potranno vedere oggetti trovati nelle trincee sia italiane sia austriache durante i restauri».
La mostra resterà aperta fino al 30 settembre e probabilmente verrà poi prolungata anche per l’autunno in modo da poter coinvolgere anche scuole e studenti. «“Tra note e pallottole” - conclude Trevisani - sarà sicuramente un’occasione diversa per raccontare sia la musica sia la guerra».
Per orari, informazioni e dettagli: 0532.418246.
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