«Di questa città e del festival amiamo le ragazze e il gelato»
Itchy Teeth a Ferrara per la quinta volta, hanno appena pubblicato il loro album «Veniamo dall’Inghilterra ma non siamo d’accordo con l’uscita dall’Europa»
SAMUELE GOVONI. Gli Itchy Teeth, conoscono bene Ferrara. Questa per loro è la terza volta al Buskers Festival e la quinta in città. Sì perché un paio di inverni fa suonarono al Lady Hawke di Cocomaro di Cona e lo scorso marzo al circolo Arci Zone K di Malborghetto di Boara «una serata che portiamo nel cuore perché c’erano circa 200 persone e il locale era sold out». Xav Clarke, Charlie Hannah e Oli Booker vengono da Londra, con loro c’è anche Big M., soprannome di Manuele, bassista romano che da anni vive in pianta stabile in Inghilterra. Li abbiamo incontrati mentre, mangiando un panino al tavolo di un bar in via Garibaldi, ripassavano la scaletta della serata.
Come vi siete conosciuti?
«Quattro anni fa attraverso amici comuni. Gli Itchy Teeth - racconta Manuele -, erano nati da un paio d’anni ma il bassista di allora doveva essere sostituito quindi si stavano guardando un po’ in giro. Io mi ero trasferito a Londra già da un po’; ci siamo incontrati e abbiamo capito subito che tra di noi c’era sintonia perciò, eccoci qua».
Cosa vi piace del Ferrara Buskers Festival?
«Le ragazze e il gelato - ridono - A parte questo, è bello potersi confrontare con tanti musicisti diversi, incontrarsi nella stessa città, suonare e poi stare insieme una volta finito lo show. Solitamente non suoniamo in “acustico” ma questo festival ha una dimensione che ci piace».
Un paio di settimane fa è uscito anche il vostro primo e omonimo album.
«Sì, ne andiamo molto fieri. È stato un bel traguardo. La copertina ha un senso ben preciso: la dentiera richiama il nostro nome e le stelle richiamano alla nostra passione per l’universo. Dall’inizio dell’anno ognuno di noi ha mollato i lavori che faceva per dedicarsi completamente alla musica. Giriamo molto per l’Europa. Oltre all’Italia siamo spesso in Germania, Olanda, Danimarca e, ovviamente, Gran Bretagna».
A proposito d’Europa, cosa ne pensate della scelta di uscire dall’Unione?
«Quella del governo è una decisione che non ci rappresenta e ci dispiace di questo voto. Seguiremo gli sviluppi ma ciò non intaccherà il nostro amore per la vita on the road».
Siete da soli in questa avventura o c’è un’agenzia che vi segue?
«Facciamo tutto da soli, siamo gli impresari di noi stessi. C’è solamente una piccola etichetta olandese che ci aiuta con la promozione dell’album ma per il resto siamo autonomi. Ci piace questa libertà e la viviamo con grande responsabilità perché in gioco c’è qualcosa di molto importante per noi».
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